Tante buone notizie e un carico di sensazioni positive in vista della prima giornata di campionato. Contro una squadra che parteciperà alla prossima edizione della Champions League i campioni d’Italia tengono bene il campo e a larghi tratti conducono il pallino del gioco. Inter-Betis, ultima amichevole dell’estate 2026, finisce 1-0.
I motivi di Inter-Betis
A decidere la partita del San Nicola di Bari una bella girata del difensore inglese John Stones, alla prima in nerazzurro. Ma al di là dell’esordio dell’esperto centrale ex Manchester City, sono diversi i motivi che hanno reso interessante la gara del ferragosto pugliese.
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A partire dal numero uno. O meglio, dai numeri uno: sia Josep Martinez che Ivan Provedel, pur con lo spagnolo più avanti nelle gerarchie, hanno dimostrato di essere pronti a darsi battaglia. “Pesante”, se così vogliamo definirla, la conferma di Leonardo Bovio al centro della difesa: discreta la prova del classe 2008.
Il gioco delle coppie
Il nostro occhio poi è caduto su una paio di coppie. Quella mancina formata da Alessandro Bastoni e Carlos Augusto e quella del centro-destra, con Andy Diouf al fianco di Nicolò Barella. Jerry si è spinto spesso e volentieri più in alto del quinto: con le dovute proporzioni, per certi versi come quanto succedeva ormai tre lustri fa sull’altra fascia tra Maicon e Javier Zanetti.
L’azzurro e il francesino sembrano invece iniziare a trovare i giusti meccanismi. La concorrenza di Spence metterà ulteriore pepe nel piatto ma sembra che Bare apprezzi l’argento vivo dell’ormai ex mezzala.
Chiusura per le punte: nessuna preoccupazione per lo smalto di FPE, che sconta ancora i kg di muscoli che si porta dietro. Impreciso, ma con la mira sempre più vicina al bersaglio grosso, Ange-Yoan Bonny.
Oltre all’esordio di Stones e al ritorno di capitan Lautaro da segnalare l’ottimo impatto di Manuel Akanji e i giri del motore, sempre più alti, di Hakan Calhanoglu.



