Quattro reti al Monza e tantissime occasioni da rete in quel di Cagliari. I primi due impegni stagionali della Benemata hanno confermato la forza dei campioni d’Italia rispetto alle piccole della Serie A. Abbandonato agosto però si inizia con il calcio propriamente detto. Un paio di big-match nei prossimi tre turni di campionato e l’inizio della Champions League – con la non proprio semplice trasferta di Madrid come prima. Inter-Napoli di sabato pomeriggio sarà il primo esame.
Inter-Napoli: top e flop dell’agosto nerazzurro
Partiamo da ciò che già funziona, visto che in apertura un paio di buone notizie le abbiamo già date. La difesa, migliorata dal calciomercato dall’arrivo di John Stones e dal ritorno con la giusta testa di Benjamin Pavard, regge. Il gol subito a San Siro dalla compagine brianzola è apparso più legata ad un errore singolo che a difetti propri del reparto. La promozione a titolare di Josep Martinez e l’innesto come (più che) dodicesimo di Ivan Provedel rappresentano di sicuro un upgrade nel confronto con la scorsa stagione.
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Proprio in difesa però troviamo il primo neo: reduce da due prestazioni (molto) al di sotto della – sua – media Manuel Akanji dovrà trovare al più presto lo smalto migliore. Perchè con sei difensori in rosa, e senza contare che Carlos Augusto potrebbe sdoppiarsi nel ruolo di quinto mancino, alla lunga la coperta potrebbe rivelarsi un po’ corta.
Il centrocampo gira, il Mondiale “rallenta” l’attacco
Semaforo (ancora) giallo nel capitolo esterni. Una sicurezza, una speranza e il “solito” Luis Henrique. Insieme a Federico Dimarco ed Andy Diouf tutti si aspettano di capire il contributo che potrà dare alla causa l’inglese Djed Spence. Spoiler: ci vorrà ancora qualche settimana.
Solo cose positive invece dal reparto nevralgico. Tra chi canta (Hakan Calhanoglu e Piotr Zielinski già a segno) e chi porta la croce – un ritrovato Nicolò Barella a tutto campo – ci sarà tutto il tempo per vedere all’opera il resto del reparto. Curtis Jones compreso: i minuti di Cagliari, in tal senso, lasciano sensazioni positive.
Cinque timbri e tante occasioni, dicevano. Paradossalmente il reparto dove l’Inter può (deve) ancora migliorare è proprio l’attacco. L’unico rimasto immutato dopo le tempeste del calciomercato. Qui, però c’entrano le fatiche mondiali di Lautaro Martinez, Markus Thuram e Ange-Yoan Bonny. Nel frattempo è bastato Francesco Pio Esposito…



