È stato l’uomo del calciomercato nerazzurro per più di un decennio: dopo ventotto anni di Inter Piero Ausilio saluterà la Beneamata. Secondo i bene informati il nodo sarebbe da ricercare nelle trattative del rinnovo del contratto del direttore sportivo: troppo bassa economicamente e troppo a breve termine l’offerta (annuale) di Oaktree. Nella sua esperienza all’ombra della Madonnina il diesse – tra le altre cose – ha concluso un’operazione da applausi ma – allo stesso tempo – non ha chiuso per un giocatore destinato a diventare un crack europeo.
Il calciomercato di Ausilio: l’affare Onana
Una squalifica per doping e diverse papere nel repertorio. Ma nei primi mesi del 2022 Ausilio strappa la firma di André Onana – allora portiere dell’Ajax – senza spendere un euro per il cartellino. Un parametro zero che dovrà crescere al fianco di Samir Handanovic. Se da una parte il camerunense ci metterà pochissime settimane per prendersi la titolarità, dall’altra i problemi finanziari della Beneamata costringono la società a fare scelte dolorose.
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Il passaggio del numero ventiquattro al Manchester United fu una di quelle. Ad ogni modo un capolavoro di calciomercato in quanto la cessione fruttò una cifra vicina ai sessanta milioni di euro. E oltre alla plusvalenza pura il percorso tecnico dell’estremo difensore – oggi finito ai turchi del Trabzonspor – è andato in netto declino.
Il rimpianto georgiano
C’è un grande rimpianto però nel percorso nerazzurro di Ausilio. Ovvero il funanbolico esterno Khvicha Kvaratskhelia.
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Ha spiegato lo stesso dirigente qualche tempo fa alla Gazzetta dello Sport definendo la prematura bocciatura del georgiano come l’errore più grave commesso in ambito lavorativo: “Non ho sbagliato solo io, lo hanno offerto a tanti grandi club in Italia. Solo che noi giocavamo con il 3-5-2 e lui è un calciatore da 4-3-3. Per questo non lo abbiamo preso”. No, non è da questi particolari che si giudica un (grande) direttore sportivo.


