Deciso con un microfono in mano come lo era in campo quando doveva fermare gli attaccanti avversari. Ospite del podcast La Tripletta Mondiale – contenuto della Gazzetta dello Sport – l’ex difensore dell’Inter Marco Materazzi non le ha mandate a dire.
Inter, le parole di Marco Materazzi
Sono tanti i punti toccati dallo storico numero ventitre nerazzurro. Da Benitez che non riuscì a fare i conti con l’eredità di Mourinho (“Non ha capito quello che era l’Inter, ma non si è capito ancora manco lui. Arrivò in una squadra che aveva vinto tutto, piena di professionisti, al di là che pesassero un etto in più o un etto in meno“) a Chivu: se “fosse arrivato uno come lui dopo Mourinho avremmo vinto altri scudetti“.
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Dai mister ai calciatori. Capitolo Balotelli: “È un grandissimo rimpianto per se stesso. Non ho mai visto nessuno così forte a quindici anni. Gli voglio un bene dell’anima, anche lui me ne vuole perché sa quante botte ha preso da me, ma sa anche che mi sarei svegliato di notte per andare da lui. Qualche schiaffo da me l’ha preso, ma l’avrei dato anche ai miei figli. Uno che alla prima partitella provò a fare un tunnel a me e Cordoba… aveva personalità, ma anche qualità incredibili“.
Ma il meglio di sé Matrix lo riserva per Zlatan Ibrahimovic. Dice il campione del Mondo 2006 sull’operato dirigenziale dello svedese: “Non posso dirgli nulla, con quello che sta combinando è il più grande interista della storia“.



