Estate 2023, ferite turche ancora fresche. Fallimento totale in campionato, Champions League persa onoratamente al cospetto del ben più attrezzato Manchester City. Serviva una mini-rivoluzione, mezza rivoluzione fu. Tra gli altri via più di un pezzo grosso per reparto: Samir Handanovic, André Onana, Milan Skriniar, Romelu Lukaku, Edin Dzeko. Nel mezzo l’Inter sacrificò la sua mente (Marcelo Brozovic) per fare spazio al giovane Davide Frattesi.
Tre anni, quattro boati: l’Inter di Davide Frattesi
Il progetto prevedeva un anno di apprendistato dietro ai tre mostri sacri della mezzeria – Nicolò Barella, Hakan Calhanoglu, Henrikh Mkhitaryan – per poi prendersi nel giro di dodici mesi la titolarità. D’altronde si parlava, in prospettiva, del miglior centrocampista italiano.
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Il classe 1999 ci ha messo poco per farsi apprezzare da San Siro. Terza giornata del campionato 2023/24, il suo primo derby inizia – come succederà in tante, forse troppe occasioni tra Serie A e Champions League – dalla panchina. Zittirà i rossoneri con un gesto di tottiana memoria, mettendo poi il punto del ceffone nel 5-1 finale.
Hellas Verona e Udine, Monaco di Baviera e il Barcellona
Dalla prima rete simbolica a quelle pesanti. Nel gennaio 2024 la sfida casalinga con l’Hellas Verona è inchiodata sull’1-1. Nel recupero è il numero sedici a rompere l’incantesimo, spingendo nella porta posta sotto alla Curva Nord la corta respinta del portiere avversario. Punti di piombo per una Beneamata che di lì a un mese prenderà il largo verso la seconda stella. L’ufficialità arriverà nel derby di ritorno, l’ufficiosità pochi giorni prima a Udine. Ancora un’incursione a tempo scaduto, ancora la zampata dell’ex Sassuolo.
La stagione successiva i ragazzi di Simone Inzaghi, in corsa fino a fine aprile in tutte le competizioni, dovranno invece mangiarsi le mani. Lo spazio per Frattesi è centellinato: nonostante tutto trova due reti da raccontare ai nipoti. Nella tana del Bayern Monaco all’andata dei quarti di finale – sempre battute finali – ma soprattutto il 4-3 di Inter-Barcellona.
Il resto è storia recente. Lo strappo con la precedente guida tecnica e gli stimoli apparentemente ritrovati nel principio dell’era Chivu. Poi, come ben sappiamo, qualche infortunio di troppo e un’annata – la terza e ultima – da pochi minuti e zero reti nel tabellino. L’impegno e la dedizioni alla causa, quelle di sempre. Venerdì mattina le visite mediche per la Lazio.
Forse non si è mai preso veramente l’Inter, ma Davide Frattesi – non c’è ombra di dubbio – ha conquistato il cuore di tutti gli interisti. Nessun escluso.



