Un buon primo tempo e una ripresa, in particolar modo dopo la fisiologica girandola dei cambi, di (grande) sofferenza. Ad ogni modo Manchester City-Inter finisce con una rete per parte. I nerazzurri poi superano gli inglesi ai calci di rigore: Provedel ipnotizza i tiratori albionici, Mosconi e Lavelli si dimostrano giacigli dagli undici metri. Anche davanti a un certo Gianluigi Donnarumma.
Il primo tempo
Significative, già dall’undici iniziale, le scelte di Cristian Chivu. Prevedibile Josep Martinez in porta, un po’ meno la linea difensiva: Pavard, Bisseck e Carlos Augusto. Sulle fasce spazio a Diouf e Dimarco, con Barella e Mkhitaryan nel ruolo di mezzala. Cabina di regia affidata a Stankovic. Davanti con FPE c’è Iddrissou.
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Proprio alla vigilia il tecnico romeno aveva parlato di acquisti per “alzare il livello”. Ecco, partiamo dal più atteso: Andy Diouf. Tante buone cose da metà campo in avanti, ancora indietrissimo quando si tratta di mettersi sulla difensiva. Probabilmente imparerà il mestiere, ma ad oggi è proponibile principalmente in contesti – e sono molti in Italia, va detto – nei quali i nerazzurri si stendono dalla trequarti avversaria in avanti.
Oltre alla rete del pareggio bene Pavard e molto bene Bisseck. Anche nel mezzo a dirigere la difesa. Dimarco “solito” assist, Esposito ancora con mezzo secondo di ritardo: una volta si diceva che quel tipo di fisico pagasse le fatiche del ritiro con un cambio sfavorevole rispetto a profili bassi e minuti. Miglior nerazzurro dei primi quarantacinque? Per distacco Ale Stankovic.
Manchester City-Inter, la ripresa
Nella seconda frazione, condizionata dalla girandola dei cambi premiamo l’umiltà con la quale l’Inter si è sporcata la mani. Un tempo praticamente passato sulla propria trequarti. Prima Martinez poi Provedel hanno dovuto sporcare i guantoni – e pure baciare l’amico palo e l’amica traversa.
C’è stato da soffrire – in particolar modo dopo l’uscita dal campo di Esposito – ma i giovani mandati in campo da Chivu hanno risposto in tal senso presente. A Topalovic chiediamo però qualche leziosismo in meno, a Iddrissou, Lavelli e Mosconi servono un paio di chilo. Tra i peggiori in campo, ancora una volta, Luis Henrique.



