Ha giocato la sua ultima partita in Serie A sulla soglia delle quarantadue primavere. Meglio di lui – in tal senso – solamente Gianluigi Buffon, Francesco Antonioli e Marco Ballotta. Calcisticamente cresciuto nel Cesena (dopo i prestiti a Vis Pesaro e Spal ha difeso la porta del Cavalluccio romagnolo per diverse stagioni ad inizio anni ’90), ha legato la parte centrale della sua carriera alle maglie di Bari e Atalanta. Così, dopo una breve esperienza al Napoli, i quattro anni all’Inter: Alberto Fontana ha vestito la maglia nerazzurra (o meglio: quella grigia, tonalità scelta spesso in quel periodo per gli estremi difensori) dal 2001 al 2005. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere proprio con l’ex (anche) di Chievo Verona e Palermo.
L’Inter tra Sommer e Martinez: il pensiero di Alberto Fontana
In questo avvio di stagione Yann Sommer ha dimostrato qualche incertezza di troppo. Determinanti nella sconfitta contro la Juventus, ininfluenti nell’ultimo impegno casalingo con la Cremonese. Il portiere svizzero è ancora affidabile a certi livelli?
Credo che non si debba giudicare un portiere per una singola partita sbagliata o comunque per un paio di gare dove non è stato proprio perfetto. Soprattutto dopo un rendimento così importante nelle scorse stagioni. L’episodio può capitare a tutti: sono convinto che Sommer sarà ancora molto utile alla causa nerazzurra.
Capitolo Josep Martinez. Carta d’identità alla mano, lo spagnolo dovrebbe essere nel pieno della maturità calcistica. Finora ha dimostrato di essere sì all’altezza, senza però mai dare la sensazione di poter portare qualche punto in più alla causa. Come giudichi le potenzialità dell’ex Genoa?
Josep Martinez è stato un acquisto che l’Inter ha fatto in prospettiva. Potrebbe diventare il numero uno del futuro: penso che la sua attuale gestione in termini di presenze e minutaggio tutto sommato rientri nella norma. Lo stanno testando, se così vogliamo dire: staff tecnico e dirigenza hanno bisogno di capire se sarà lui il titolare dei prossimi anni.
“Alessandro Calligaris ha grandi potenzialità”
Fino a qualche anno fa un po’ ovunque le gerarchie in porta erano sempre ben definite. C’era il titolare e poi il dodicesimo. Questa nuova tendenza che hanno diverse grandi squadre di alternare gli estremi difensori non può togliere qualcosa a livello di sicurezza e meccanismi difensivi?
Secondo me no. Le grandi squadre giocano praticamente ogni tre giorni per tutta la stagione. Con l’ambizione di vincere, oltretutto. Quando sei una big a livello europeo e hai così tante partite, quando comunque parti per competere fino alla fine su tutti i fronti ormai è normale e pienamente giustificabile la scelta di avere due portieri di alto livello. Poi ovviamente un minimo di gerarchia ci sarà sempre.
Dato per certo l’addio a fine stagione di Sommer, se dovessi fare un nome per il futuro prossimo della porta dell’Inter, chi sceglieresti? E soprattutto, perché?
Sinceramente è ancora presto, non mi sbilancio sui nomi. È probabile che l’Inter si stia già guardando intorno. Anzi, a quei livelli deve farlo a prescindere. È comunque ragionevole parlare di un innesto tra i pali a giugno quando sarà il momento. Devo dire però che i nerazzurri hanno già in casa un profilo interessante: si chiama Alessandro Calligaris, è un classe 2005 ed è il titolare dell’Under 23. A mio avviso il ragazzo può diventare un grande patrimonio.



