A volte ritornano, anche solo per un’intervista. Così un anno dopo quel nefasto maggio dello scorso anno solare la Gazzetta dello Sport ha fatto vuotare il sacco all’ex allenatore dell’Inter Simone Inzaghi. Il Demone di Piacenza è stato sollecitato su diversi temi caldi dell’attualità e nodi (ancora) irrisolti del recente passato.
“Siamo stati penalizzati”
La rosea non poteva che partire dall’attualità, ovvero dallo scandalo Arbitropoli. Spiega il tecnico: “Mi ha scioccato: l’Inter ha perso parecchi punti nella scorsa stagione a causa degli errori arbitrali. Il campionato, la Supercoppa. È sorprendente essere tirati dentro a una storia nella quale siamo stati penalizzati e non favoriti“.
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Fermo restando il merito del Napoli campione d’Italia, la sensazione è “che ci sia stato tolto qualcosa. Non accuso nessuno e non dubito della buona fede. Diciamo che non siamo stati fortunati, tutto ha girato contro, anche se abbiamo le nostre colpe. Rimane un dispiacere che non passerà: perdere lo scudetto per un punto è doloroso“.
Inter: le parole di Simone Inzaghi
Eppure Simone Inzaghi non baratterebbe le emozioni vissute durante il percorso con un titolo in più: “Non cambierei niente. Noi avevamo un sogno: il triplete. Alla fine della stagione abbiamo pagato le ventitre partite giocate in più rispetto al Napoli. Ma io rifarei tutto: l’Inter ha il dovere di competere a ogni livello. E poi le serate contro il Bayern e il Barcellona rimarranno nella mia mente più dei trofei. Sono state vittorie forse irripetibili“.
Doveroso il passaggio sul pre e sul post Monaco. Una squadra arrivata all’ultimo atto di Champions League: “senza troppe energie, sia fisiche che mentali: non è una giustificazione ma un dato di fatto. La delusione per lo scudetto perso ha pesato, minando l’autostima“.
Quindi l’addio. Non premeditato ma – secondo le parole dell’allenatore – deciso due giorni dopo il 5-0 del Psg: “La verità è che è successo tutto molto velocemente: due giorni dopo Monaco ci siamo incontrati a casa di Marotta, alla presenza di Ausilio e Baccin. In quel contesto ho manifestato l’esigenza di cambiare, perché sentivo che si era chiuso un ciclo. Loro avrebbero voluto continuare con me ma hanno capito la scelta: ci siamo lasciati da amici e lo siamo ancora. Ma se avessimo vinto la Champions sarei rimasto all’Inter“.



