Il centrocampista dell’Inter Henrikh Mkhitaryan ha tanti pregi. Una mezzala trasformata in esterno, poi trequartista, quindi – grazie a Simone Inzaghi – tornato, per una seconda giovinezza, nel ruolo delle origini. Centrocampista mobile, destro naturale che utilizza il sinistro senza che ne nessuno possa notare differenza, ha visione di gioco e capacità sia di manovrare sia di riuscire con le giocate di prima. E fino a qualche mese fa il jolly armeno riusciva ad avere un ottimo rapporto con le porte avversarie: numeri alla mano qualcosa però si è inceppato.
A secco da più di un anno
Vuoi per l’arretramento del raggio d’azione, vuoi per una certa dose di sfortuna – ogni riferimeno al palo colpito nell’ultimo Inter-Napoli è puramente intenzionale – l’ultima rete segnata da Mkhitaryan in nerazzurro è datata 27 ottobre 2024, l’unica della scorsa stagione, momentaneo 2-2 nel 4-4 maturato in casa contro la Juventus.
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Un discreto numero di assist – cinque nel 2024/25, due da agosto ad oggi – ma nessun bersaglio grosso da un anno e tre mesi a questa parte. Sono fisiologicamente lontani i tempi delle quindici marcature stagionali in giallorosso (2020/21) o le ottantacinque reti segnate nei sei anni passati, equamente divisi, tra Shakhtar e Borussia Dortmund.
Inter, i numeri di Henrikh Mkhitaryan
Numeri che vengono confermati da recenti statistiche. Scrive infatti la rivista on-line Ultimo Uomo in un articolo dedicato ai peggiori tiratori del campionato: “L’armeno va ancora come un treno, ma la sua mira quest’anno non è delle migliori. Sono lontane le stagioni in cui segnava 23 gol col Borussia Dortmund o 15 con la Roma, ma comunque vedere un giocatore con le sue qualità non segnare per 26 tiri consecutivi è curioso. Certo, nel centrocampo dell’Inter c’è Calhanoglu che segna per tre e Mkhitaryan può stare tranquillo“.
In questa particolare classifica oltre al numero ventidue della Beneamata troviamo Matteo Politano, Jesus Rodriguez, Manuel Locatelli, Davide Zappacosta, Santiago Gimenez, Jonathan Rowe, l’ex nerazzurro Kristjan Asllani, Ederson e Johan Vasquez.



