La stagione calcistica 2024/25 dell’Inter non si è ancora conclusa, vista l’appendice del Mondiale per Club, ma tra i tifosi nerazzurri inizia a serpeggiare una crescente tensione dettata dall’assordante silenzio sulla campagna abbonamenti per il prossimo campionato 2025/26.
Inter: e la campagna abbonamenti?
Tra la delusione per gli obiettivi falliti e l’incertezza per il cambio in panchina, l’estate dei tifosi vicecampioni d’Europa è iniziata anche senza la sicurezza che, di questi tempi solitamente, ogni anno, si confermava come atto di fede e d’amore: il rinnovo dell’abbonamento.
Nulla di ufficiale infatti trapela dalla società di viale della Liberazione circa modalità e costi del rinnovo del posto a San Siro. Dando così spazio a indiscrezioni che non fanno altro che aumentare le paure di poter “perdere” anche quella che, fino ad oggi, per molti era l’unica certezza calcistica. Ovvero la partita dell’Internazionale alla Scala del calcio.
Da passione a lusso…
Ciò che trapela è purtroppo la certezza di pesanti rincari che seguiranno il costante aumento dei prezzi. Questa tendenza negli ultimi anni ha portato a trasformare una passione in un “lusso” che, purtroppo, non tutte le tasche possono sostenere.
Voci, ancor più gravi, parlano anche di una possibile “selezione” fatta dalla stessa società, su chi potrà conservare il seggiolino al Meazza. Nel mirino, in particolare, gli ultras del secondo anello verde, cuore pulsante del tifo nerazzurro. Qualora tali indiscrezione fossero confermate potrebbero rappresentare la fine del tifo interista così come l’abbiamo conosciuto fino ad oggi.
Allo stadio o al teatro?
La stagione appena conclusa (o in fase di conclusione che dir si voglia) ha già visto infatti nella curva dell’Inter enormi difficoltà nel “fare il tifo”. Dal divieto di portare gli storici striscioni alla negazione delle coreografie, fino alla mancata assegnazione dei biglietti per la finale di Monaco. Vero che tali spinte sono arrivate da Procura ed autorità varie a seguito delle note vicende di cronaca che hanno coinvolto il vecchio direttivo della Nord ed alcune figure della società stessa. Ma, se l’onda repressiva sfociasse, come sembra, in una black-list per i frequentatori più caldi fra il pubblico nerazzurro, il rischio potrebbe essere quello di avere quell’atmosfera “teatrale” tanto agognata dai detrattori del mondo curvaiolo. Cancellando così più di 50 anni di storia e passione a tinte nerazzurre.
La speranza è che l’Inter, almeno questa volta, possa evitare di introdurre ulteriori misure selettive e capisca l’importanza di avere uno stadio passionale e trainante. San Siro solo sotto la guida di una Curva Nord libera di tifare, potrà tornare ad essere il dodicesimo uomo in campo.
Federico Contini



