Usa la carta dell’ironia e, come mezzo, il seguitissimo mondo dei social Gianfelice Facchetti – registra teatrale e figlio del’indimitenticabile capitano nerazzurro Giacinto – per rispondere alla domanda che in questi giorni un po’ tutti i tifosi avversari dei nerazzurri si sono fatti. Perchè alla fine della fiera (dal caso Rocchi o arbitropoli che dir si voglia) che cosa rischia l’Inter?
La storia “interrogativa” dell’Inter
Scrive su Instagram e simpaticamente in rima il noto scrittore sportivo: “Che cosa rischia l’Inter? È la domanda che li assilla dal 1908. Sempre quella. Cosa rischia l’Inter? Ritornello buono per tutte le stagioni in bocca a maramaldi e mascalzoni“.
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Vale quindi la pena partire da quel 9 marzo 1908 percorrendo tutta la prima metà del Novecento: “Cosa rischia l’Inter se se ne va per la sua strada? Non andrà certo lontano… Cosa rischia se al fronte muore il suo primo Capitano? Cosa rischia se costretta a fondersi con l’Unione Sportiva Milanese e se le cambiamo il nome?
Cosa rischia l’Internazionale se diventa Ambrosiana perché la parola al regime non piace?“.
Sempre dalla stessa parte
Quindi un francesismo: “Passa il tempo eppur non passa mai, quando parlano di noi cagan solo guai. La questione è ancora quella e, a pensarci bene, la stupidità attorno non è poi così diversa, tra chi scrive a caso, parla male o sapendo tace. Cosa rischia l’Inter quando Roberto attacca, Massimo pontifica, il carrozzone urla? Non ce ne importa, amen, pace“.
Perché “Quello che NON rischia invece, in fondo ognun di noi lo sa… Con o senza allori, con o senza gloria, non saremo mai dalla stessa parte della storia“.



