Due su due, come ha scritto “qualcuno” nei giorni scorsi su Instagram. Bottino pieno, sei punti – in compagnia di altre cinque squadre – arrivati, per così dire, da lontano. Ovvero dalla lunga distanza. Specialità della casa, quella del regista dell’Inter Hakan Calhanoglu: il turco però, come già successo anni fa con Ivan Perisic, a fine anno potrebbe salutare la truppa a parametro zero.
Inter: Calhanoglu “imita” Perisic?
Il croato – che prima di affermarsi come quinto di centrocampo nel secondo anno di Antonio Conte – salutò definitivamente il nerazzurro nell’estate 2022.
Allora le primavere erano già trentatre e Ivan il Terribile si fece convincere dell’ottima proposta del Tottenham in un periodo in cui la Beneamata fu costretta in un processo di spending review.
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La perdita fu di quelle pesanti. Ma, va detto, ha permesso a un certo Federico Dimarco – dopo aver agevolmente superato Robin Gosens nelle gerarchie – di affermarsi come miglior esterno mancino italiano.
Le soluzioni interne
La nostra, ovviamente, è una provocazione. Ma fino a un certo punto. Se da una parte è oggettiva la centralità di Calhanoglu negli equilibri dei campioni d’Italia dall’altra il buon avvio di stagione del turco non deve farci dimenticare dei problemi fisici patiti dal numero venti nell’ultimo biennio.
Pure Marcelo Brozovic sembrava non sostituibile. La storia nerazzurra ha invece raccontato un qualcosa di diverso. Mettiamola così: per un Calha lontano da Milano un tris di centrocampista che potrebbero fare la loro figura. Non tutte le squadre possono permettersi Nicolò Barella, Petar Sucic o Aleksandar Stankovic a far girare il motore.



