È una provocazione. O, forse, semplicemente una speranza. Eppure la carriera dell’esterno (ambi)destro dell’Inter Luis Henrique suggerisce di avere – ancora – un po’ di pazienza. Ma andiamo con ordine.
Nè carne nè pesce
Nel pagellone finale del ventunesimo scudetto su queste stesse pagine abbiamo assegnato al classe 2001 una sufficienza piuttosto stiracchiata. D’altronde non è (ancora) né carne né pesce: non garantisce grandissima solidità dietro, manca di imprevedibilità e spunto davanti, non entusiama sulla destra, qualcosina meglio nelle poche volte visto all’opera sulla mancina. Radio Mercato l’avrebbe voluto in Premier League già a gennaio. Non se ne fece niente e in questa calda estate di voci nemmeno l’ombra. Ad oggi sarebbe la prima alternativa sia alla “pazza idea” Andy Diouf che al punto fermo della fascia sinistra Federico Dimarco. Posto che al posto di Dimash ci sarebbe sempre, abile e arruolabile, il fidato Carlos Augusto.
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Calcisticamente cresciuto nel Tres Passos gioca un paio di stagioni scarse nel Botafogo, prima di prendere il volo per Marsiglia nel settembre 2020. L’impatto con il calcio europeo risulta difficile, tanto che nel luglio 2022 è già di ritorno. LH trova continuità solamente a partire dal 2023, quando tra campionato brasiliano, coppa nazionale e Copa Sudamericana mette insieme sei reti in cinquantanove presenze.
Inter, con Luis Henrique serve… pazienza
Secondo ritorno, questa volta a Marsiglia. Altro anno, il 2023/24 avaro di soddisfazioni. Eccoci quindi al 2024/25 e in particolar modo alla cura De Zerbi. Con il tecnico italiano Luis Henrique tra Ligue 1 e Coupe de France centra nove volte il bersaglio e arriva in doppia cifra nel conteggio degli assist. Nel giugno 2025 l’ufficializzazione del suo passaggio all’Inter per la sostanziosa cifra – in particolar modo se guardiamo alla spesa media di Viale della liberazione – di ventitre milioni (più due di bonus).
Il resto è storia nerazzurra, in attesa che entri in vigore la legge del secondo anno…



