Già da prima della finale di Champions League, come ormai noto, era tutto concordato tra Inzaghi e l’Al Hilal. Il tecnico piacentino però, ha aspettato di terminare anche l’ultimo impegno stagionale per passare al club saudita. Il CEO dell’Al-Hilal, oggi, ha chiarito la situazione. Dopo una stagione lunghissima – terminata nel peggiore dei modi, senza titoli – l’Inter ha visto l’addio del suo condottiero degli ultimi quattro anni. Simone Inzaghi ha accettato l’offerta dell’Al Hilal, che lo ha a lungo corteggiato e con cui ha chiuso tutto dopo la finale di Champions. Intervistato alla BBC, il CEO dell’Al Hilal Esteve Calzada si è espresso in questo modo.
RISPETTO – “È stata una trattativa complicata, ma siamo molto contenti perché abbiamo ingaggiato un allenatore di livello mondiale, tra i migliori al mondo, con un successo comprovato e che ha saputo tirare fuori il meglio da squadre non necessariamente formate da grandi giocatori. Non ha vinto la Champions League, ma ha raggiunto due finali in tre anni. Ciò che ha complicato e rallentato il processo – continua Calzada – è stato, innanzitutto, il fatto che lui volesse pensarci perché era molto legato all’Inter e soprattutto che a livello di ‘tempi’ avesse la finale di Champions League e, con tutto il rispetto, ci ha chiesto di concentrarci su questo per prendere una decisione subito dopo.
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INZAGHI PRIMA SCELTA – Non è stato un processo lungo. Voglio ringraziare il presidente per il suo lavoro, che si è impegnato personalmente e ha lavorato duramente per ottenere questo grande acquisto. Eravamo molto chiari sul fatto che Simone Inzaghi fosse la nostra prima scelta. Ciò che ci ha piacevolmente sorpreso è il livello degli allenatori che si sono offerti, allenatori di livello mondiale che volevano venire all’Al Hilal e che avremmo preso in considerazione se non avessimo avuto l’opportunità di ingaggiare Simone” – ha concluso il CEO dell’Al-Hilal.



