Giacomo Libera, ex ala dell’Inter e talento mai sbocciato negli anni anni ’70, è l’emblema di un calcio romantico che forse non esiste più. In una lunga intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, Libera ha ripercorso la sua esperienza all’Inter e ha raccontato il suo personale ricordo di un giovane Beppe Marotta.
L’ASTA DI MERCATO TRA MILAN E INTER – «Dovevo andare al Milan con Egidio Calloni: facevamo coppia nel Varese, lui centravanti e io a sinistra. Sembrava fatta, poi Ivanoe Fraizzoli (presidente dell’Inter, ndr.) mi offrì 800 milioni di lire che erano una cifra pazzesca per l’epoca, e passai all’Inter, la mia squadra nel cuore, a cui avevo fatto gol con il Varese. Avevo segnato una rete di testa: ho la foto in ufficio, io che salto sopra Giubertoni”.
IL DEBUTTO IN NERAZZURRO – “Debuttai a San Siro in Coppa Italia contro la Juve, alla fine di agosto del 1975. Nei primi 20 minuti non capivo niente e avevo il cuore a mille, perché tutta quella gente mi stordiva: mi sentivo un automa. Poi segnai un altro gol di testa e venne giù lo stadio. Vincemmo per 1-0 e di conseguenza i tifosi impazzirono, in quegli anni per l’Inter battere la Juve era un evento. Con chi mi tengo in contatto nell’Inter di oggi? Con Beppe Marotta, ci conosciamo da una vita. Quando giocavo nel Varese, Beppe era un ragazzo e faceva l’aiuto-magazziniere: puliva le scarpe dei giocatori, metteva in ordine lo spogliatoio. Ha cominciato dal basso, dall’ultimo gradino, ed è arrivato in cima, presidente dell’Inter. Ha fatto un percorso esemplare“.
Da qualche anno, Giacomo Libera si è trasferito a Bari, dove si è sposato ed aperto una società di moda. “A Bari ho conosciuto mia moglie Bianca, donna eccezionale. Con lei ho messo la testa a posto. Insieme abbiamo fondato Open Space, società di rappresentanza e intermediazione nella moda per la Puglia e altre regioni del Sud. Visioniamo e mostriamo i campionari, raccogliamo gli ordini. A Milano la moda era una mia passione, svaligiavo il negozio “Bardelli”. Ora il lavoro l’ha preso in mano mio figlio Alessandro. Oggi ci va lui, a Milano, per affari”.



