Quando sta bene, al netto di fisiologiche rotazioni, è sempre nel mezzo del campo. Non solo perchè è il vice-capitano dell’Inter: nelle prime sei stagioni in nerazzurro Nicolò Barella si è guadagnato lo status di insostituibile per prestazioni e continuità di rendimento.
Inter, per arrivare agli ottavi servirà il “vecchio” Barella
Eppure in questa stagione il trottolino sardo sta vivendo uno dei periodi meno brillanti del suo percorso interista. A livello realizzativo l’ex Cagliari è inchiodato al gol segnato alla Cremonese a inizio ottobre. E sebbene abbia messo a referto già diversi assist – sei in campionato – la sensazione è il numero ventitre stia cercando di infilare la giocata che, a livello mentale, possa far svoltare la sua stagione.
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Perchè nonostante prove al di sotto di quanto ci si possa aspettare dal numero ventitre la dedizione alla causa non è mai venuta a mancare. Su queste pagine spesso siamo stati critici con il giocatore: sfortuna ha voluto che magari né una conclusione dalla distanza né un passaggio veramente “importante” abbiano prodotto qualcosa di buono.
Cambio di passo
Pienamente recuperato dal problema alla coscia, riposato dopo lo stop forzato di Lecce – causa squalifica per accumulo di ammonizioni – e con Lautaro Martinez assente, in una delle gare più delicate dell’anno toccherà a Barella indossare la fascia da capitano. Come farebbe il collega argentino, martedì sera il suo primo compito sarà quindi quello di trascinare – emotivamente e a livello prettamente calcistico – il resto della squadra verso una rimonta che non sarebbe poi così storica. Ma, nel contesto europeo, salverebbe la faccia alla prima Inter di Chivu.
Gli ottavi di Champions League come obiettivo minimo stagionale: ritrovare il “vecchio” Nicolò Barella per lanciarsi a pieni giri verso il rush finale di questo 2025/26. Quale migliore occasione per tornare a segnare?



