Ottocentocinquattotto presenze e sedici trofei vinti. Acquistato da Massimo Moratti come ala offensiva, fece innamorare San Siro giocando da potente terzino per poi – con l’arrivo di Maicon – trovare posto nello scacchiere nerazzurro come interno di destra. In mezzo tante voci, rimaste tali, di calciomercato: il sito dell’Inter lo chiama Uomo dei Record, Javier Zanetti semplicemente ha scritto la storia della Beneamata.
Storia di calciomercato: l’Inter e Javier Zanetti
Eppure al principio di tante stagioni El Tractor sembrava sempre partire in seconda fila rispetto ai colleghi di pari ruolo. Spoiler: le giocherà praticamente tutte. Così, prestazione su prestazione, cavalcata su cavalcata, recupero su recupero anche le grandi d’Europa misero gli occhi sulla determinazione del laterale argentino.
LEGGI ANCHE Storie di calciomercato: l’Inter e quel no a Sergio Ramos
In una recente intervista al Daily Mail l’attuale vicepresidente ha ricordato: “Incontrai Alex Ferguson in aeroporto. Mi disse che voleva portarmi al Manchester United e io lo ringraziai. Uno dei club più importanti del mondo e uno degli allenatori più importanti nella storia del calcio. Ma gli dissi che la mia vita calcistica sarebbe stata all’Inter, che volevo giocare per loro fino alla fine della mia carriera. E lui lo capì“. Parole, quelle di Zanetti, impreziosite dal fatto che in quel passaggio storico – tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo millennio – i Reds Devils facevano incetta di campionati inglesi, riuscendo a vincere pure una paio di Champions League. Il tutto mentre l’Inter pre-Calciopoli si stava accontenando delle briciole.
L’interesse del Real Madrid
Dalla Perfida Albione alla penisola iberica. Nel 2001 ci provò con insistenza anche il Real Madrid – prima della classe in terra europea oggi come allora. In tal senso la bandiera nerazzurra ha spiegato a inizio giugno il proprio no alle merengues: “La decisione è stata presa perché non si valuta solo la parte economica. Ma anche come ci si sente in un posto. E all’Inter mi sono sempre sentito molto a mio agio. Questo perché sentivo un’atmosfera familiare: è quello che cerco e che mi piace. Per questo ho sempre deciso di rimanere all’Inter“.



