Calciomercato (dell’Inter) e giochi di società. È un parametro zero? Costa più di venticinque milioni? È nato prima del 2000? Tre semplici domande per vincere senza tanti problemi l’Indovina Chi edizione Oaktree. Ne rimarrà soltanto uno. Da comprare ovviamente. Si scherza, ma fino a un certo punto perchè ad oggi, a metà luglio ampiamente passata, gli antipaticissimi paletti del fondo americano stanno di fatto bloccando ogni operazione di player trading che riguardano la società campione d’Italia.
Calciomercato bloccato, l’Inter non compra (nessuno)
Qualcuno dirà che, Milan a parte, è male comune di tante squadre italiane. Nessun mezzo gaudio però: i nerazzurri – a differenza dei cugini, ma anche della Vecchia Signora – non devono rifondare un bel nulla. Devono portare a casa due “semplici” obiettivi. Un difensore centrale – promessa non mantenuta per inizio ritiro – e un quinto di destra (il caso Palestra non sembra abbia insegnato nulla a Oaktree).
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Ma facciamo un passo indietro. A un’intervista risalente alla prima metà di giugno, rilasciata da Cristian Chivu a Ivan Zazzaroni. Spiegava il tecnico romeno al direttore del Corriere dello Sport: “I giocatori ci sono, bisogna essere bravi, e noi lo siamo perché abbiamo scout e dirigenti bravissimi a sceglierli, manca qualcos’altro però…”
Fabrizio Biasin, giornalista e noto tifoso nerazzurro, sulla propria pagina Facebook nel commentare la risposta dell’allenatore postò il simbolo di una spiga di grano. I soldi, visti gli ultimi bilanci, però di dovrebbero essere. Manca semmai la volontà di investire per rendere l’Inter competitiva anche in Europa. Ovvero laddove si possono fare corpose entrate di cassa.
Indovina Chi rimane un simpatico passatempo. Ma, si sa, il gioco è bello quando è corto. Anche perchè i risultati non crescono sugli alberi, ma con una rosa attrezzata a dovere.



