Sempre il solito derby. Sempre i soliti errori, dietro e nell’area avversaria Milan-Inter termina 1-0 e i rossoneri si portano a meno sette dalla capolista: le pagelle della squadra nerazzurra.
Sommer mezzo pasticcio, Luis Henrique persevera
Sommer 5: insicuro con i piedi, insicuro con le mani. La rete di Estupinan? Imprendibile, ma perché non copre il suo palo?
Bisseck 6: uno dei meno peggio di tutta la squadra
Akanji 6: un derby con poco lavoro per lo svizzero
Bastoni 6: fischiatissimo – come al solito – non riesce a spingere come sa. Si gioca intelligentemente il giallo su Rabiot
Luis Henrique 4: non salta l’uomo, non crossa, non tira. Il problema è quando non fa neanche il proprio dovere dietro: dopo essersi dimenticato Cambiaso, eccolo perdersi Estupinan. Bocciato (un’altra volta)
Milan-Inter: le pagelle. Zielinski si salva, Barella e Mkhitaryan affondano
Barella 4,5: sbaglia tempi e scelte. La fascia di capitano non è un orpello: senza la ThuLa avrebbe dovuto caricarsi la squadra sulle spalle. La fotografia dell’annata è una fiacca conclusione dal limite sul finire della prima frazione
Zielinski 6: forse il migliore dell’Inter
Mkhitaryan 4: a lezioni di calcio dal quasi coetaneo Modric. Riesce a fare la cosa più bella del derby ma si mangia tutto ciabattando davanti a Maignan
Dimarco 5: stecca dopo un filotto da extraterrestre. Mezzo punto in meno per il gol sbagliato a inizio ripresa. Errore pesante
Esposito 5,5: lotta ma vede poco il pallone. Figuriamoci la porta
Bonny 4,5: non entra in partita. Abbastanza grave, visto che ha giocato tutti e novantasette i minuti…
I subentrati e mister Chivu
Dumfries 5,5: non combina nulla, ma fa sempre più di LH
Sucic 6: meglio di Mkhitaryan (a dirla tutto non era difficile…)
Frattesi 5: l’avrà toccato un pallone?
Carlos Augusto 6: solita grinta
Diouf s.v.
Chivu 5: le assenze (in parte Dumfries, Calhanoglu, Lautaro e Thuram) sono un dato di fatto ma non un alibi. Contro un Milan che dimostra gravi difficoltà nel palleggio l’Inter non riesce mai a manovrare un’azione degna di questo nome. Il salto di qualità, oltre a una grossa mano in fase di calciomercato, dovrà passare soprattutto dagli scontri diretti



