Giuseppe Marotta l’ha ribadito anche ieri sera ai microfoni di Mediaset. L’inserimento dei giovani – tanto cari alla linea plusvalenze di Oaktree, ovvero comprare a poco e rivendere a molto – sarà graduale. Perchè la linea verde paga spesso e volentieri, ma quasi mai in termini immediati. Quindi di titoli da conquistare. Prendiamo, ad esempio, il percorso dell’Inter nella Coppa Italia 2025/26.
Inter, beata gioventù: quattro protagonisti della Coppa Italia
In semifinale è servita la scossa di Hakan Calhanoglu. E ieri sera all’Olimpico l’ha sbloccata il mancino di Dimarco e l’hanno sigillata premiata coppia Dumfries-Lautaro. Pure Josep Martinez, protagonista nei duecentosettanta minuti contro Como e Lazio, ha messo il timbro delle sue parate sulla decima coccarda: ha ventisette anni, è un atleta fatto e finito. Eppure, se riavvolgiamo il nastro, il marchio dei più giovani è netto come non mai.
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La prima rete a San Siro del classe 2005 Francesco Pio Esposito, ad esempio, è arrivata proprio in Coppa Italia. Fu il raddoppio di Inter-Venezia, terminata poi 5-1. Chi sbloccò la partita? Un ventiduenne franco-senegalese allora oggetto misterioso. Ma che proprio in quelle settimane farà capire al mondo nerazzurro di essere (forse) un’utilissimo esterno intrappolato nei panni di mezzala. Andy Diouf si ripeterà nei quarti contro il Torino e poi nella semifinale di ritorno, il rimontone casalingo sul Como, sarà decisivo con il suo ingresso frizzante.
Da FPE a Sucic
Stessa età, ma nazionalità divisa tra Francia e Costa d’Avorio (con la quale parteciperà ai Mondiali 2026) per Ange-Yoan Bonny. L’ex Parma ha sigillato il risultato nell’ottavo con i lagunari per poi sbloccare gli ottavi. A proposito di Inter-Torino: nell’occasione Cristian Chivu mandò in campo dall’inizio due giovanissimi nel fondamentale ruolo di quinti. Dalla destra il 2004 Issiaka Kamate servì l’assist (un bel suggerimento tra l’altro) al numero quattordici, mentre sul versante opposto il diciannovenne Matteo Cocchi fu protagonista di una prestazione comunque sufficiente.
La “sua” Coppa Italia, invece, Petar Sucic se l’è presa proprio sul più bello. Le sue cinque presenze nella competizione partono qualitativamente parlando dall’ultima mezz’ora di Inter-Como. Ovvero quando, insieme a Diouf, viene buttato nella mischia per cercare di ribaltare Nico Paz e compagni. Segna e fa due assist. Ed eccolo titolare a Roma, nella delicata posizione di regista. Un ruolo interpretato con buone dosi di personalità.
Ecco perché la decima è stata (anche) la Coppa Italia dei giovani.



