Si dice che una rondine non faccia primavera. Così come per l’Inter, capolista indiscussa della Serie A, una vittoria in un big match non può certificare la guarigione dal male che ha attanagliato la squadra nerazzurra da due anni solari a questa parte.
L’Inter e i big match
Dalla stracittadina milanese della seconda stella al derby d’Italia che potrebbe aver dato un colpo importante alla corsa scudetto 2025/26 la Beneamata negli scontri contro Juventus, Milan e Napoli ha raccolto le briciole. Lasciando al passato quanto successo nella scorsa stagione, perché l’Inter nei primi quattro big match dell’annata aveva raccolto la miseria di un punto?
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Lasciamo da parte la casualità – che ad ogni modo ha avuto una certa incidenza. I nerazzurri uscirono con le ossa rotta dallo Stadium per certa fragilità difensiva, incertezze del portiere e il non saper aver tenuto in mano il vantaggio una volta raggiunto. Un paio di errori da matita blu sottoporta, ancora la fase calante di Sommer e orrori del pacchetto arretrato furono decisivi al Maradona di Napoli. Una caterva di leggerezze davanti a Maignan e sempre l’errore del numero uno elvetico decisero il derby d’andata.
Napoli e Juventus
Nello scorso mese, a San Siro contro il Napoli, gli uomini di Chivu ottennero il primo punto stagionale in una grande partita. Soliti appunti: si sarebbe potuto far molto meglio nelle due aree di rigore. Contro la Vecchia Signora finalmente il bottino pieno.
Eppure Lautaro (che ha faticato decisamente più del dovuto) e soci hanno rischiato – per ben due volte – di scialacquare i vantaggi e l’opportunità di giocare quarantacinque minuti abbondanti con l’uomo in più. Da una parte il buco di Bisseck, Luis Henrique che si addormenta, Sommer non spinge. Dall’altra, cento metri più in la, almeno quattro grandi occasioni che per un motivo o per un altro non hanno passato la linea di porta. Il tutto in una delle prestazioni meno brillanti -a livello di testa, non di gamba perché fisicamente la squadra è stata sul pezzo fino all’ultimo – della stagione.
Per il momento il termometro non segna più nemmeno una linea di febbre. Da San Valentino alla festa delle donne, dalla Juventus al Milan: in un cerchio che si dovrà chiudere sapremo se la Beneamata è veramente guarita.



