Nella sua edizione odierna La Gazzetta dello Sport ha intervistato il difensore dell’Inter Manuel Akanji. Il nazionale svizzero ha parlato in particolar modo della stagione alle porte: obiettivi, traguardi e la gradita possibilità di ritrovare sul campo un collega di mille battaglie.
Inter, le parole di Manuel Akanji
Il difensore classe 1995 spiega le sensazioni del ritorno in campo, in seguito al riposo post-Mondiale: “È stato un secondo tempo impegnativo, ma sono contento. Non credo che ci vorrà molto per tornare al 100%, anche perché sono stato in vacanza per tre settimane e, come faccio normalmente, ho continuato comunque ad allenarmi”.
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Proprie in vacanze ha avuto modo di parlare del calciomercato nerazzurro. John Stones infatti l’ha raggiunto con undici mesi di ritardo all’ombra della Madonnina: “Proprio il giorno in cui è stato confermato il suo arrivo, poche ore prima io e mia moglie abbiamo incontrato sua moglie in spiaggia a Ibiza. Pura coincidenza. Siamo amici e abbiamo fatto delle vacanze insieme e lei ci ha detto: ‘Mi sa che alla fine verremo’. Poi, qualche ora dopo, a casa vedo il messaggio di John”.
In Italia e in Champions League
Il piede educato permette al classe ’95 di impostare con sicurezza. Eppure: “difendere è… la cosa più bella del mondo. La parte più importante del mio gioco. Sia a me che a John (Stones, ndr) piace costruire da dietro e avere il pallone tra i piedi ma, ovviamente, la priorità è la marcatura. In questi aspetti all’Inter abbiamo fatto davvero un ottimo lavoro difensivo, come squadra. Personalmente, mi piace giocare in più posizioni anche perché l’allenatore mi aiuta e dà una certa libertà. Direi che il mister di difensori ne capisce“.
Proprio l’arrivo di Stones e il ritorno di Benjamin Pavard hanno aumento la concorrenza in difesa. Tutto fa brodo, perhcè “abbiamo bisogno per competere non soltanto in Italia, ma anche in Champions. Abbiamo una difesa tostissima, tra le migliori, e una grande squadra: in ogni posizione ci sono almeno due ottimi giocatori. Ora bisogna inserire i nuovi nel sistema, ma la concorrenza in allenamento sarà alta e questo migliora tutti“.



