Scudetto numero ventuno, l’Inter si laurea campione d’Italia 2025/26. I voti della retroguardia nerazzurra.
Akanji (e Bisseck top), Sommer tra i pochissimi flop
Sommer 5: protagonista della seconda stella ed eroe di Inter-Barcellona 4-3. Ma sul presente la storia conta fino a un certo punto. E il 2025/26 ci racconta di un portiere che tra errori e incertezze è costato alla Beneamata diversi punti. Tutto è bene quel che finisce bene ma la stagione dello svizzero rimane negativa.
Martinez 6,5: tre partite, due clean sheet e nove punti. Nella sfortunata parabola stagionale del portiere spagnolo annotiamo il profilo di un atleta affidabile e professionale – al di là di qualche presunto ritardo. Mai una parola fuori posto (ogni riferimento a chi si lamentò per interposta persona di cotanta panchina per poi incartarsi in quel di Bologna è puramente intenzionale): per quel che si è visto avrebbe meritato appena appena più spazio.
LEGGI ANCHE Inter, il reparto nevralgico: le pagelle dei campioni d’Italia (seconda parte)
Bisseck 7,5: con le sue leggerezze è stato – ahinoi – l’uomo simbolo del zero tituli 2024/25. Anno nuovo, vizi vecchi, almeno all’inizio. Così, nonostante un avvio tutt’altro che brillante (tornare a Inter-Udinese, seconda pagina del campionato), il difensore tedesco ha saputo sfruttare, da fine ottobre in avanti, la fiducia di mister Chivu. In avanti tre reti e due assist, mica male per un braccetto. Una crescita esponenziale che lo proietta come titolarissimo (anche) del domani.
Darmian 6: l’ultimo ballo del giocatore che tutti gli allenatori vorrebbero si è chiuso con qualche problemino fisico di troppo. Una lunga assenza nella prima parte dell’anno ne ha compromesso il minutaggio. Quando chiamato in causa il soldatino ha però risposto sempre presente.
Akanji 8: l’acquisto last minute del mercato estivo si presentò nel derby d’Italia con una prestazione tutt’altro che indimenticabile. Lo ricorderemo come uno dei pochi passaggi a vuoto di una stagione in cui, mattone dopo mattone, ha contribuito in maniera fondamentale ad alzare il muro della retroguardia nerazzurra.
Inter, il pagellone dei campioni d’Italia
Acerbi 6,5: dategli un centravanti propriamente detto e lui, anche alla soglia delle quaranta primavere, se lo metterà in tasca. Qualche problema in più con attaccanti mobili: ma il vecchietto della truppa la sua pezza sullo scudetto ce l’ha messa…
De Vrij 6,5: chiuso nelle rotazioni in particolar modo dai miglioramenti di Bisseck e dal conseguente spostamento di Akanji nel mezzo, per l’olandese è stata una stagione da uomo spogliatoio. Nove presenze, otto vittorie: ad ogni modo con lui in campo i campioni d’Italia hanno sempre fatto punti
LEGGI ANCHE Inter, le bocche di fuoco e mister Chivu: le pagelle dei campioni d’Italia (terza parte)
Bastoni 7: c’è un prima e un dopo nel 2025/26 del numero novantacinque nerazzurro. Notte di San Valentino, minuto quarantadue del derby d’Italia di ritorno: finito nello schifoso tritacarne mediatico proprio del costume italiano il braccetto sbarazzino che tutti abbiamo imparato a conoscere è scivolato – comprensibilmente, vista l’importanza del fattore mentale – nella mestizia di prestazioni insipide. Voto d’incoraggiamento, qualunque sia il suo futuro.
Carlos Augusto 6,5: basso o alto, in catena con Dimarco – nel primo caso – o con Bastoni (nel secondo). Ma come nella ripresa a Como pure con Luis Henrique. L’importante, l’italo-brasiliano ci conceda la battuta, è non metterlo sulla corsia di destra. Mezzo punto in meno perché quando – complici i problemi fisici di Bastoni – ha iniziato a giocare con continuità il rendimento è calato. Elemento prezioso, attendiamo comunque il rinnovo…



