Pronti, partenza, via. Anche se mancano ancora un paio di difensori centrali e c’è una voragine sulla fascia destra. L’Inter inizia ufficialmente la stagione 2026/27 con qualche dubbio ma anche con tantissime certezze. Le parole di Giuseppe Marotta e dell’allenatore Cristian Chivu in conferenza stampa hanno tracciato le linee guide. Ma andiamo con ordine.
Le parole di Marotta
Il presidente nerazzurro è partito facendo un passo indietro: “Campionato e Coppa Italia. Due vittorie grazie al senso del lavoro, al senso di appartenenza, al lavoro del mister e della società. Da oggi ci si ripresenta ai nastri di partenza con nuovi obiettivi: siamo l’unica squadra italiana in 4 competizioni“. I campioni d’Italia dovranno comunque fare molto meglio in campo continentale, dove: “la legge di chi più spende più vince non esiste, ma c’è quella che c’è chi sostituisce il denaro con tutta una serie di cose“.
Parole d’ordine, fame e modello sostenibile. Come ha sottolineato Marotta sono quattro i nerazzurri attualmente provenienti dal settore giovanile: ” Siamo in un calcio in cui le squadre spariscono. Oaktree è arrivata in un momento di difficoltà, siamo usciti dal settlement agreement. Hanno accolto le nostre esigenze di ampliare le strutture che servono alle attività sportive, per Interello saranno spesi 100 milioni. Tutte le decisioni sono state condivise“.
Inter, entusiasmo Chivu: “Più motivazione”
Eccoci al Chivu-pensiero. Prima la testa poi le gambe: “La motivazione è la cosa più importante. Bisogna aggiungere qualcosa in più, dal punto di vista delle ambizioni, di quello che vogliamo fare. È stata una stagione importante, ma non vogliamo fermarci qua“. Il tecnico dell’Inter glissa sul calciomercato (“Prima di tutto abbiamo rosa competitiva. Una ossatura mantenuta negli anni, il mercato è sempre funzionale alle nostre idee“) e ringrazia le vecchia guardia, “giocatori che hanno fatto la storia di questa società“.
Niente lamentele e nessuna paura: “Siamo ambiziosi e flessibili, sappiamo cambiare anche strada facendo. Vogliamo dare intensità, avere coraggio, non vogliamo lamentarci. Abbiamo fame di rivincere. Di vincere i trofei“.



