Autore: Marco Battistini

Interista ancora prima di appassionarsi al giuoco del pallone, si forgia nella beffa sportiva del 1997/98 e nella tragedia calcistica del 5 maggio. Segni particolari? È ancora oggi devoto alla santissima trinità nerazzurra dei tempi moderni: Javier Zanetti, Ronaldo e Marco Materazzi.

Dobbiamo ammetterlo: al di là dell’avvio incerto – a livello di risultati – l’aver finalmente in rosa quattro attaccanti (più che) affidabili lascia sensazioni piacevoli. La ThuLa ovviamente non si tocca, Esposito e Bonny avranno il tempo per imparare dalla premiata coppia di colleghi e ritagliarsi uno spazio importante. Ciononostanste nel pallone moderno le vie del calciomercato vanno sempre battute: sappiamo che l’Inter potrebbe (più avanti) fare un tentativo per assicurasi Dusan Vlahovic a parametro zero. Sul serbo, in scadenza di contratto con la Juventus, la fila delle pretendenti si sta definendo. Calciomercato Inter: le big d’Europa su Dusan Vlahovic…

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Domandare è lecito, rispondere è cortesia. Al termine della rotonda vittoria sull’Ajax gli inviati di Sky Sport sono tornati sul calciomercato dell’Inter, chiedendo un’opinione a Cristian Chivu sull’operato della società nerazzurra: “Se volevo fare il 3-5-2 e se sono soddisfatto del mercato? Volevo fare il 3-5-2 perché non volevo togliere certezze: la squadra sa fare, dovevamo solo aggiungere poche cose e ritrovare la fiducia. Qualcuno prima di me ha detto ‘io non sono scemo’, io vado avanti sulla mia strada con le mie convinzioni senza creare danni in una squadra già forte”. Calciomercato Inter: Cristian Chivu evita polemiche In maniera…

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Una pezza di Yann Sommer, due zuccate di Marcus Thuram. E poi una squadra che nel suo insieme bada al sodo, la difesa che concede il minimo sindacale, Francesco Pio Esposito che offre soluzioni diverse da quelle a cui eravamo ormai abituati da anni. La Beneamata torna dall’Amsterdam ArenA con un carico di buone notizie: per come è iniziata la stagione dei nerazzurri l’aver ritrovato qualche certezza in un palcoscenico tanto importante come la Champions League è (senza) forse più importante dei tre punti messi in cascina. Ajax-Inter finisce 0-2 per gli ospiti. Ma andiamo con ordine. Yann Sommer e…

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In attesa di capire il peso che le operazioni di calciomercato in entrata avranno sul rendimento dell’Inter, tutti quei calciatori che – per un motivo o per un altro – hanno lasciato la Beneamata si stanno mettendo in mostra con le loro nuove casacche. Benjamin Pavard e Mehdi Taremi Partiamo dall’ultimo – in ordine cronologico – a salutare Appiano Gentile. Benjamin Pavard per timbrare il cartellino con la maglia nerazzurra ci mise la bellezza di sessantacinque partite. Quasi due stagioni, dall’esordio in Champions contro la Real Sociedad alla zuccata – sempre nella massima competizione continentale – al Bayern Monaco. Venti…

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Inutile nascondersi. La manita che il Paris Saint-Germain ha rifilato ai nerazzurri tre mesi e mezzo or sono più che di un sonoro schiaffone ha lasciato i segni di una vera e propria arma da taglio. La Beneamata, già colpita da uno scudetto letteralmente buttato nel bidone, non si è ancora ripresa. Servirebbe una scintilla per sbloccare – più che altro – la testa dei giocatori. L’occasione buona sarebbe potuta essere la trasferta dell’Allianz Stadium: acqua passata e, come si suol dire, altro giro altro gioco. Eccoci allora ad Ajax-Inter, prima continentale di stagione: ancora qualche dubbio da sciogliere per…

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Dalle delusioni del campionato alla possibilità di rifarsi – almeno parzialmente – in Champions League. Questa sera Ajax-Inter aprirà la stagione continentale degli uomini di Cristian Chivu. A proposito del tecnico rumeno: prima di diventare una colonna della Beneamata (ma anche di affermarsi in Italia con la maglia della Roma), l’ex terzino con il caschetto è stato un giovane emergente della compagine di Amsterdam. L’intuizione di Ronald Koeman Dotato di un mancino decisamente raffinato per essere un difensore, non ancora ventenne ha già disputato due campionati da titolare nella massima competizione rumena. Proprio tra Csm Resita e Universitatea Craiova si…

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Tre partite, solamente tre punti. Solamente Gian Piero Gasperini riuscì a fare peggio: la miseria di un pareggio nelle prime tre gare giocate. Una partenza così non si vedeva dall’alba del nuovo millennio, quando Marcello Lippi abbandonò baracca e burattini al primo triplice fischio della stagione, lasciando la patata bollente all’impreparatissimo Marco Tardelli. L’Inter gioca ma non vince, incapace in due casi su tre di capitalizzare il lavoro della fase offensiva. Sì, perché – lo ribadiamo a chi dovesse ancora avere il prosciutto sugli occhi – i problemi della squadra di Cristian Chivu sono da ricercarsi nelle fondamenta. Non nelle…

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È la regola numero uno del manuale del calcio. Per lo meno di quello italiano. Vince lo scudetto chi subisce meno reti. No, non ci siamo immedesimati nel pur sempre simpatico José Altafini in una telecronaca della massima competizione nazionale agli inizi del nuovo millennio. Semplicemente basta incrociare i nomi di chi annualmente si cuce quel triangolino sul petto con i dati difensivi di tutte le squadre. E – ahinoi – la retroguardia dell’Inter fa acqua da tutte le parti. Un problema ormai sistemico Non da sabato pomeriggio. E nemmeno dalla gara interna giocata due settimane fa contro l’Udinese. Neppure dalle…

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Il 7 aprile del 2020 usciva nelle sale italiane “Ogni maledetta domenica”. Ovvero un film rimasto impresso nelle menti degli appassionati sportivi (soprattutto) per il discorso del coach Tony Damato (magistralmente interpretato da Al Pacino). “Dovete guardare il compagno che avete accanto, guardarlo negli occhi”. Dimenticativi però le restanti parole. Anzi, al contrario, pensate allo sguardo di un qualsiasi giocatore dell’Inter rivolto verso Marcus Thuram nei passaggi decisivi della gara di ieri contro la Juventus. Una regola non scritta C’è una regola non scritta nel mondo del pallone – valida dai campetti del torneo dei bar ai migliori salotti della…

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Ci siamo, è il “grande” giorno. Sì, perché Juventus-Inter è sempre Juventus-Inter. Non è una finale, non si decidono le sorti dello scudetto. È solamente la terza giornata di campionato. Ma, si mettano il cuore in pace gli amanti di fair-play e terzi tempi vari, il veleno è già pronto per essere versato nel calice della polemica calcistica. Un articolo che ha sempre mercato. Il derby d’Italia non potrà mai essere una partita come le altre. Nemmeno in amichevole, figuriamoci al via del torneo. Per dire, non lo è mai stata neanche nelle tanto bistrattate gare di Coppa Italia. O…

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