Il 7 aprile del 2020 usciva nelle sale italiane “Ogni maledetta domenica”. Ovvero un film rimasto impresso nelle menti degli appassionati sportivi (soprattutto) per il discorso del coach Tony Damato (magistralmente interpretato da Al Pacino). “Dovete guardare il compagno che avete accanto, guardarlo negli occhi”. Dimenticativi però le restanti parole. Anzi, al contrario, pensate allo sguardo di un qualsiasi giocatore dell’Inter rivolto verso Marcus Thuram nei passaggi decisivi della gara di ieri contro la Juventus.
Una regola non scritta
C’è una regola non scritta nel mondo del pallone – valida dai campetti del torneo dei bar ai migliori salotti della Champions League – secondo la quale quando si entra in quel rettangolo verde per andarsi a prendere i tre punti, si azzera ogni rapporto personale nei confronti dell’avversario.
In quei novanta minuti di gioco vengono lasciate dentro lo spogliatoio simpatie e amicizie. E sì, quando è necessario, anche rapporti di sangue. Se riesce a farlo un calciatore del basso dilettantismo – e chi vi scrive di casi del genere ne potrebbe raccontare decine, se non centinaia – non capiamo perché non possa farlo un professionista che guadagna 7 milioni (e rotti) di euro ogni anno.
L’Inter e il comportamento inaccettabile di Marcus Thuram
Un altro particolare che solitamente non sfugge all’osservatore più attento è la reazione – del singolo, della squadra – dopo una rete segnata. Le compagini affamate accolgono il gol con una gioia rabbiosa. Chi, al contrario, ha poco da chiedere reagisce con una felice passività.
Ogni riferimento all’attaccante dell’Inter Marcus Thuram è puramente intenzionale: lo abbiamo scritto ventiquattro ore fa, contro la Juventus non sarà mai una partita come le altre. Ecco, al momento di una marcatura potenzialmente decisiva il tifo nerazzurro si aspetterebbe almeno un segno di vita. Magari, se dovesse succedere, anche da uno storico ex.
Se poi, dopo l’evitabile sceneggiata della non esultanza, ci mettiamo quel sorriso al fratello (che al contrario non si è fatto problemi) dopo il punto del 4-3 siglato dalla Vecchia Signora, la frittata del francese può essere considerata completa. Una doppia mancanza di rispetto nei confronti di tutto il mondo interista.



