A questo punto è sensato non farsi (più) illusioni. Arriverà forse un “bel” difensore centrale, per dirla con Piero Ausilio: ma siamo comunque in netto ritardo rispetto alle promesse del mese scorso. E sulla destra bisognerà accontentarsi del piano D. Ovvero di una giovane promessa sconosciuta ai più o dell’usato assicurato – tipo Nahuel Molina o l’eterno Ivan Perisic. Come riporta La Gazzetta dello Sport, infatti, l’ivoriano Guele Doué, sic et simpliciter, costa troppo. Il tecnico dell’Inter Cristian Chivu allora proverà a trovare soluzioni con quel che c’è già in casa: non è un caso che nelle conferenza stampa di ieri, che ha aperto la stagione nerazzurra 2026/27, l’allenatore romeno abbia parlato di Benjamin Pavard ed Andy Diouf.
Le parole di Cristian Chivu
Sull’ex Bayern Monaco ed Olympiue Marsiglia ha spiegato il fu terzino con l’elmetto: “È un giocatore nostro, sappiamo le nostre scelte dell’anno scorso. In questo momento è tornato, lo vedremo lavorare e prenderemo una decisione“. Se non è un’apertura poco ci manca.
Interessanti anche le parole sulla mezzala… che sta studiando da ala: “Ho la pazza idea di farlo diventare un quinto. L’ha fatto vedere in qualche partita, soprattutto negli ultimi venti metri. Non voglio togliergli le sue certezze, dovrò essere bravo a convincerlo, a insegnargli certe cose. Poi ci saranno partite in cui sarà accontentato come mezzala perché ha caratteristiche che a noi mancano“.
Inter: Pavard e Diouf. Due soluzioni interne intelligenti
Su Benji l’interista – che come il connazionale (e pure come un altro possibile partente, ossia Davide Frattesi) ha postato nelle stories di Instagram una foto del primo giorno di ritiro – pesa il rapporto logoro con lo zoccolo duro dello spogliatoio. Ragionevolmente parlando trattasi di normali dinamiche, comuni a tutte le squadre. Anche quelle vincenti: non per forza si vincono gli scudetti solamente se si va a cena insieme, insomma. Situazioni da trattare con i guanti in contesti potenzialmente esplosivi come dodici mesi fa, ma decisamente più semplici dopo un tricolore e una coccarda nazionale.
Sul campo poi lo spessore comunque internazionale di Pavard, insieme alle sue doti difensive – sarebbe un braccetto decisamente più bloccato rispetto al fisicamente vigoroso Yann Bisseck – potrebbero tornare utili per guidare un novello della corsia laterale come Diouf. Chivu ha ragione da vendere quando spiega che la propensione al dribbling del numero diciassette è cosa unica in rosa. Il ragazzo ha dimostrato nell’ultimo scorcio di 2025/26 di poterci stare. La fascia destra dell’Inter potrebbe parlare – un po’ a sorpresa – con uno spiccato accento francese.



