Fotogrammi dal passato. Le treccine colorate (nerazzurre quando indossava la maglia della Beneamata, biancoverdi nella nazionale nigeriani) e la sconsiderata forbice sull’ala della Fiorentina Andrej Kanchelskis. la zuccata decisiva nei supplementari – quarti di finale – contro lo Schalke 04 e l’increscioso episodio della maglia gettata a Mircea Lucescu, reo di averlo sostituito in una scialba partita giocata a Vicenza. Il 26 marzo 1974 nasceva a Port Harcour, in Nigeria, l’ex difensore – a dir poco pittoresco – dell’Inter Taribo West.
Inter, Taribo West: un difensore iconico
Difensore irruento dalle spiccate qualità fisiche – decisamente meno quelle tecniche In nerazzurro dall’estate 1997, ha collezionato sessantacinque presenze in due stagioni e mezzo (anche se con Marcello Lippi nella prima parte di 1999/2000 non scese mai in campo). Con la Nigeria quarantadue gettoni – e due mondiali giocati – tra il 1994 e il 2005. Nel palmares anche la Coppa Uefa 1997/98.
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Ma più che per quanto combinto sul rettangolo verde, dopo un quarto di secolo possiamo ricordare del fu numero sedici le tante stravaganze. Come quando per il suo compleanno invitò una decina di compagni a casa per farli pregare tre ore: niente festa, niente cena. A proposito dell’età – qualcuno insinua fosse nato dodici anni prima – divertente l’aneddoto di Ronaldo: “Ero nell’Under 16. Eravamo in ritiro con la nazionale brasiliana per due settimane. A quel tempo avevo quindici anni, e giocammo un amichevole con la Nigeria Under 20, dove giocava Taribo. Loro erano velocissimi, erano adulti, noi avevamo solo quindici anni. Dopo tanti anni nel 1997 quando ci siamo ritrovati all’Inter, lui aveva la mia età”.
Il dialogo con Dio
Come ricordato da Javier Zanetti in occasione del suo matrimonio sparì – letteralmente – per un mese. Usanze nigeriane, a quanto pare. Ma lo scambio di battute più famoso rimane quello con Lippi. Ha raccontato Vieri: “Stagione 1999/2000, sabato mattina. Siamo in campo per l’allenamento, Lippi consegna le casacche. E dice la formazione che avrebbe giocato il giorno seguente. Taribo era fra quelli che non aveva ricevuta la pettorina. Prima di iniziare il riscaldamento, propedeutico alla partitella, alza la mano e col suo vocione prese la parola. ‘Mister, Dio mi ha detto che io devo giocare’. Io mi rotolai a terra a ridere, Lippi si ricompose subito e gli rispose : ‘Strano, a me non ha detto niente'”.



