Inter, l’abbondante vittoria per 4-1 contro la Cremonese non ha solo confermato l’ottimo momento della squadra di Chivu, ma ha svelato un esperimento tattico di grande interesse: l’utilizzo di Nicolò Barella nel ruolo di regista centrale, o playmaker.
In assenza di Hakan Calhanoglu, il perno della manovra nerazzurra, ci si attendeva l’impiego di un elemento più difensivo o di un adattamento rischioso. Invece, Chivu ha affidato le chiavi del centrocampo al numero 23, un giocatore abituato a spingere e inserirsi, noto per l’agonismo e l’intensità in zona mezzala.
L’esperimento è riuscito in pieno, perchè il centrocampista ha interpretato la posizione con una maturità sorprendente, dimostrando che il suo talento va oltre il mero dinamismo. Ha saputo dosare le sue proverbiali sgroppate e ha privilegiato la costruzione del gioco. Barella è stato preciso in fase di distribuzione, garantendo la pulizia del palleggio richiesta al vertice basso, senza sacrificare la sua impronta in fase offensiva, come testimoniato dal gol segnato che ha sigillato il poker.
Barella e la mossa tattica di Cristian Chivu
Questa mossa tattica, sebbene passata in secondo piano rispetto all’exploit di Bonny, è una notizia fondamentale per i meneghini, perchè conferisce alla squadra una versatilità cruciale per affrontare il tour de force della stagione. Pur essendo Calhanoglu il titolare prezioso in quel ruolo, egli necessita pur sempre di riposo, pertanto, avere un’alternativa di altissimo livello come Barella, rende l’Inter meno prevedibile e vulnerabile.
Inoltre, il “sacrificio” dell’instancabile giocatore sardo, in una posizione più arretrata, apre spazi per esaltare le qualità di altri colleghi di reparto come Davide Frattesi o Sucic, i quali possono agire da mezzali pure. La filosofia del tecnico rumeno, dunque, che ha già schierato 22 titolari diversi in stagione, è chiara: la formazione deve essere una macchina in cui i pezzi possono essere scambiati senza perdere potenza.
Infine, La Beneamata, con con il succitato tutto fare e playmaker, scopre il piano B, perchè fungendo da regista di emergenza e di qualità, aggiunge un tassello importantissimo alla sua ambizione di lottare su tutti i fronti.



