L’Inter di Chivu. Mentre le prime pagine celebrano l’ultima vittoria schiacciante e la performance da urlo del giovane Bonny (autore di un gol e tre assist al suo esordio da titolare), la notizia più significativa per il futuro dell’Inter si annida nelle statistiche del turnover. L’Amministratore Delegato Beppe Marotta ha sempre parlato di costruire una rosa ampia e competitiva, che il tecnico Cristian Chivu sta dimostrando come utilizzarla al meglio.
Finora, in questo avvio di stagione, i nerazzurri hanno schierato ben 22 titolari diversi. Una rotazione massiccia che coinvolge di fatto l’intera rosa, duttile e profonda, a disposizione e che, a differenza di quanto accadeva in passato, non ha causato alcun calo nel rendimento o nella qualità del gioco, se non nelle primissime giornate di campionato.
L’esempio più recente è arrivato proprio contro la Cremonese. L’infortunio di Thuram, un pilastro offensivo, avrebbe potuto rappresentare un grosso grattacapo. Invece, il tecnico rumeno non ha esitato a lanciare Bonny dal primo minuto, ottenendo una risposta clamorosa. La prestazione dell’ex Parma ha messo in luce non solo il talento del ragazzo, ma soprattutto la filosofia dell’allenatore: chiunque sia chiamato in causa, anche una “riserva” o un giovane, deve essere pronto a performare ai massimi livelli.
Inter, una gestione mirata della rosa
Questo sistema di gestione non è casuale. È il frutto di un lavoro quotidiano che mantiene tutti i giocatori mentalmente e atleticamente sul pezzo. I grandi club europei che dominano le rispettive leghe e arrivano in fondo alle competizioni continentali sono quelli che riescono a far girare più elementi senza intaccare gli equilibri. I lombardi sembrano aver finalmente raggiunto questa maturità gestionale.
La capacità di Chivu di delegare responsabilità a tutta la squadra e non solo agli undici intoccabili, rende l’Inter molto meno vulnerabile a infortuni, cali di forma e stanchezza dovuti al calendario fitto. Adesso Non è più solo l’undici iniziale a fare la differenza, ma è l’intera rosa a fare la differenza. È su questa consapevolezza di forza collettiva che la compagine di Milano sta costruendo le sue ambizioni scudetto e il suo percorso in Europa, dove ormai occorrono 30 titolari e non più 20.



