Davide Frattesi vive la titolarità in Nazionale come uno stimolo per fare bene anche all’Inter, dove la concorrenza è più folta
Davide Frattesi non è ancora un titolare di questa Inter. Il tecnico Simone Inzaghi gli ha concesso un’occasione in Champions League contro i Bayer Leverkusen, ma, in campionato, partirà, ancora una volta, in panchina. I titolari sono Nicolò Barella, Hakan Calhanoglu ed Henrikh Mkhitaryan, ma per lui non è un problema.
IN un’intervista a La Stampa ha affrontato il tema dell’essere titolare in Nazionale con Luciano Spalletti, ma non nell’Inter di Inzaghi:
Per me è uno stimolo in più. Ogni cosa va sempre presa per il verso giusto. Altrimenti diventa tutto troppo grande. La concorrenza aiuta a dare sempre il massimo. Quando andiamo in Nazionale, i miei compagni dell’Inter mi prendono in giro: “Ecco, vai da papà Luciano”, scherzano sul Ct che mi schiera dall’inizio.
Parlando, invece, de suo ruolo, Frattesi spiega da dove arrivi a dote istintiva nell’inserimento, la sua caratteristica migliore:
Una dote istintiva. Può essere allenata, ma bisogna partire da una base innata. Mi ha aiutato il fatto di essere stato attaccante nelle giovanili della Lazio: conosco bene l’area. L’atteggiamento dell’Inter agevola perché creiamo sempre tante occasioni. Poi giocavo a tennis ed è un po’ come andare a rete, però nel tennis è più rischioso perché l’avversario ti passa se sbagli il tempo.
Inter, Frattesi: troppe partite abbassano la qualità

Inter, Davide Frattesi: essere titolare in Nazionale è uno stimolo per fare bene a Milano. Si giocano troppe partite
Non sarà facile ripetersi per l’Inter. I nerazzurri, però, al netto delle difficoltà, ci vogliono provare in una lotta scudetto più dura dell’anno scorso:
Ci sono più squadre. Nella scorsa stagione c’erano solo la Juventus e un po’ il Milan. Adesso si sono aggiunte Atalanta, Fiorentina, Lazio e Napoli. Due squadre possono sbagliare, ma ci sono le altre. È un torneo molto più aperto
Frattesi non ha mai pensato di lasciare l’Inter. Nemmeno in estate quando correvano le voci su un’insoddisfazione per il minutaggio:
In quel momento l’unico mio pensiero era trovare le esche giuste per andare a pesca in Sardegna.
Il centrocampistra nerazzurro affrona anche il problema delle troppe partite. L’Inter ha inziato a metà agosto e potrebbe terminare a luglio con il Mondiale per Club. Un aumento di quantità, ma non di qualità:
Non mi lamento, siamo fortunati. Però stiamo andando un po’oltre. Non lo dico per il numero di partite in sé quanto per le conseguenze sullo spettacolo. A un certo punto, tra Super Champions, Supercoppa a Riyad e Mondiale per club, sei cotto. Così il rischio è che la qualità del gioco espresso venga un po’ meno.



