Beppe Marotta ha risposto alle accuse di Antonio Conte dopo Inter-Napoli: il presidente nerazzurro sa bene quale sia il “giochetto” del tecnico
Beppe Marotta non ci sta. Il presidente dell’Inter, che forse conosce Antonio Conte meglio di chiunque, sa bene quali siano le tattiche del tecnico del Napoli che, nel post-partita dello scontro di San Siro, aveva alzato un polverone per il rigore dato a Dumfries per fallo di Olivera e poi sbagliato da Hakan Calhanoglu.
A margine del Premio Liedholm, Marotta ha commentato le parole di Conte, consapevole che l’obiettivo dell’allenatore azzurro non è certo migliorare il calcio, ma portare “acqua al suo mulino”. Anche perché il rigore, secondo il presidente dell’Inter, era ineccepibile:
Conte è persona intelligente e grande comunicatore.Ha il suo obiettivo quando parla. L’arbitro era ben vicino all’azione, sicuramente c’è stato il contatto,il piede è stato spostato e quindi era rigore. Se ha voluto spostare l’obiettivo? Non lo so, ma credo che sia stato un episodio neanche determinante, sfortunatamente”.Marotta prosegue difendendo il VAR aspramente criticato dal tecnico partenopeo: “Poi il dibattito sul protocollo Var è un dibattito costruttivo. Con la tecnologia gli errori sono diminuiti. E nella fattispecie il rigore era ineccepibile.
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Ha commentato, poi, anche le prestazioni dell’Inter che, per il momento, almeno in campionato, non sta ottenendo i risultati della scorsa stagione. A differenza, invece, della Champions League, dove, finora, ha fatto 10 punti in quattro partite:
Le nostre performance in Champions mi sembrano di tutto rispetto. In campionato siamo ad un punto dalla vetta. Anche lo scorso anno noi eravamo cacciatori e la Juventus era la lepre, ora c’è il Napoli davanti. Quello che cambia rispetto allo scorso anno è che c’è un gruppetto di squadre che meritatamente occupano le posizioni di vertice. È tutto ancora molto lungo, ci sono tante partite e e tanti punti e quindi per ora è fondamentale restare attaccati alla vetta. Poi gennaio e febbraio saranno i mesi determinanti.
Una grande squadra non può scegliere su che competizione puntare. L’Inter punta al massimo sia in Italia che in Europa. Vuole essere grande protagonista su ogni fronte e non lascerà – come acccaduto l’anno scorso – la Champions indietro per concentrarsi sul campionato:
Credo che una grande squadra debba rispondere ad ogni competizione, non c’è distinzione fra campionato e Champions League. Noi vogliamo essere protagonisti fino in fondo, poi dipenderà anche dagli avversari e da ciò che riusciremo a dimostrare.



