Alessandro Giudice ha fatto il punto sulla situazione economica dell’Inter, definita uno “schema Ponzi”: duro attacco anche a Steven Zhang
La situazione finanziaria dell’Inter continua a essere drastica. I conti dei nerazzurri sono in rosso e, quel che spaventa ancora di più, è la situazione di Steven Zhang, che, nel 2021, ha, di fatto, ceduto in pegno la società a Oaktree dietro un prestito di circa 275 milioni con interessi al 12%.
Di questo ha parlato l’esperto di finanza Alessandro Giudice, sul canale Twitch di Tv Play. Giudice, come ha ribadito anche sul suo profilo Twitter, ha definito l’Inter uno “schema Ponzi”. Mettendo in evidenza anche le difficoltà della dirigenza:
Inter è uno schema Ponzi. Gruppo con patrimonio negativo sotto una holding indebitata al 12% dietro pegno di azioni. Con un azionista senza più equity. Club volteggia in aria come un palloncino soffiato dall’abilità del management e dell’area tecnica che fanno miracolo.
Inter, Alessandro Giudice: Zhang nullatenente
#Inter è uno schema Ponzi. Gruppo con patrimonio negativo sotto una holding indebitata al 12% dietro pegno di azioni. Con un azionista senza più equity. Club volteggia in aria come un palloncino soffiato dall’abilità del management e dell’area tecnica che fanno miracoli #Zhang pic.twitter.com/l8J6pyc8kd
— Alessandro F Giudice (@AFGiudice) July 27, 2023
Alessandro Giudice attacca l’Inter: è uno schema Ponzi, Zhang? Nullatenente
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Nel corso della trasmissione su Tv Play, ha spiegato i problemi dell’Inter, una società organizzata su tre livelli. La società operativa controlla Inter Media e sopra c’è un domino di altre società lussemburghesi. Il debito, nel maggio 2024, quando scadrà il tempo per risarcire Oaktree, arriverà a circa 400 milioni:
L‘Inter ha una struttura societaria a tre livelli: una società operativa (FC Internazionale) che poi controlla Inter Media al livello di sotto e sopra è controllata da un domino di società lussemburghesi tramite cui Zhang controlla l’Inter. Una di queste società è in pegno a Oaktree.
Abbiamo FC Inter che ha concluso l’anno con un patrimonio netto negativo. Poi c’è Inter Media che ha anch’essa dei debiti, i bond garantiti dai diritti televisivi. E sopra ci sono anche debiti perché la controllante è indebitata con Oaktree e questo debito aumenta perché produce interessi al 12% che vanno ad aggiungersi. Quindi questo debito raggiungerà a maggio 2024, scadenza finale del debito, i 400 milioni.
C’è, poi, l’attacco diretto a Steven Zhang, definito un nullatenente in Cina, che sta giocando con soldi non suoi. Il rischio, per il presidente nerazzurro, sta nella valorizzazione del brand:
L’Inter non ha equity, ma solo debiti. Ha un azionista solo nominale e non c’è più il capitale da nessuna parte. Per Zhang il rischio sta nella valorizzazione del brand: se l’Inter ha un valore di mercato inferiore rispetto a quello ad estinguere i debiti, lui ci perde. Lui non rischia più nulla.
Una società dove non c’è più rischio di impresa, non ha un’azionista ma uno che sta giocando con i soldi altrui. Di fatto Zhang risulta nullatenente, in Cina è inseguito dai creditori che non riescono a trovare beni a suo nome. Stanno cercando di pignorare compensi dall’Inter che lui non riceve.



