Come si rimontano due reti di scarto in terra europea? Mancano poche ore a Inter-Bodo/Glimt e nella sua versione odierna La Gazzetta dello Sport ha intervistato Jurgen Klinsmann, protagonista nella stagione 1990/91 del 3-0 della Beneamata rifilato all’Aston Villa nei sedicesimi di finale di Coppa Uefa.
Inter-Bodo/Glimt: per Klinsmann San Siro fa miracoli
Dopo l’immancabile momento amarcord l’intervista della Rosea si concentra sui norvegesi: “l’errore più grande” secondo l’ex attaccante tedesco sarebbe quello di “trattarli come principianti: non saranno intimoriti perché sono ormai un’ottima squadra con dimensione europea“. Eppure prima di ogni aspetto tecnico per i giocatori dell’Inter sarà importante “accendere il pubblico: se c’è uno stadio in cui i miracoli possono sempre succedere, quello è San Siro“.
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Focus sui singoli. Parole al miele per Francesco Pio Esposito, considerato trascinatore nonostante la giovane età: “Ha fatto capire di che pasta sia fatto. Possiamo sperare che sia lui l’uomo del destino e della qualificazione, ma speriamo soprattutto che possa crescere ancora: finalmente un italiano così forte subito in campo. Non conosce minimamente la paura e mantiene sempre il giusto livello di fiducia: è la dote che serve per fare un’impresa come questa“.
Un altro giocatore in rampa di lancio è il connazionale Yann Bisseck definito, senza tanti giri di parole, “fortissimo“. Ma dovrà essere “l’asse italiano” formato da Alessandro Bastoni, Nicolò Barella e Federico Dimarco a dover “alzare il livello“. A proposito delle polemiche sul numero novantacinque: “È stato un finimondo… esagerato. Avrà pure sbagliato, ma può succedere a tutti. L’ha detto pubblicamente: era veramente dispiaciuto e questo basta per finirla qui. Ora si va avanti e non ha senso accanirsi ancora su di lui o continuare a fischiarlo”.
Insomma in questo freddo martedì di fine febbraio “si può vivere un’altra notte magica come la nostra del 1990“.



