La versione più brutta della gestione Chivu si prende i tre punti più importanti di questo primo scorcio di stagione. Dopo le cadute contro Milan e Atletico Madrid serviva solamente vincere. I nerazzurri di Gilardino chiudono tutti gli spazi e provano a far male in contropiede, ma – una volta tanto – Lautaro e soci fanno male alla prima palla utile. Pisa-Inter finisce 0-2: le pagelle della Beneamata.
Bastoni irriconoscibile, Luis Henrique (appena) sufficiente
Sommer 6: il Pisa si rende pericoloso in diverse occasioni, probabilmente più del Diavolo e dei Colchoneros messi insieme. Ma Nzola e soci quando provano a fare sul serio non prendono lo specchio della porta. Prova sufficiente: d’altronde un clean sheet è sempre un clean sheet.
Akanji 6,5: la fisicità degli avanti avversari è pane per i denti dello svizzero. E l’ex City se la cava con il mestiere.
Acerbi 6,5: buona gara. Di riffa o di raffa il piedone del numero quindici ci mette sempre la pezza. Sostituito quando sullo 0-0 le squadre si allungano e a Chivu servono gambe brillanti. E soprattutto qualcuno che non sia già ammonito.
Bastoni 5: costantemente in difficoltà sulle palle alte, praticamente nullo in fase propositiva. Irriconoscibile
Luis Henrique 6: sufficienza stiracchiata per il misterioso brasiliano. Riconosciamo che oggi la prima pensata sia sempre stata in avanti, ma sulla destra non prova mai nulla che possa far male alla retroguardia pisana.
Pisa-Inter, le pagelle: Barella canta e porta la croce
Barella 6,5: canta e porta la croce nel deserto della prima ora di gioco. L’impegno è premiato dalla palla del raddoppio per il capitano.
Calhanoglu 5,5: partita senza infamia e senza lode. Il Pisa concede pochi spazi e il regista turco si limita alla gestione banale del pallone.
Sucic 6: ci mette corsa e voglia. Pecca di qualità, quella che il mister trova nel cambio con Zielinski.
Dimarco 5,5: meglio del suo socio sulla mancina, peggio rispetto alle ultime uscite. Posizionamento non sempre impeccabile quando il Pisa crossa dalla destra verso la sua zona. Ma, come si suol dire, nessuno si fa male.
Lautaro Martinez 7: il Toro latita per un’ora, i piedi sembrano di ghisa e i quasi diciotto metri quadri della porta si riducono alle dimensioni della versione da calcetto. Poi, all’improvviso, si ricorda come si fa. Alleluja!
Thuram 4: sempre quella frazione in ritardo sulle seconde palle, nelle transizioni palla al piede va al rallentatore. Nel ripresa lo vediamo camminare almeno un paio di volte mentre l’Inter prova a imbastire la ripartenza. Giustamente sostituito.
I subentrati e mister Chivu
Zielinski 6,5: il polacco è in forma. Ma soprattutto in fiducia e si vede. Approccia nella maniera corretta e partecipa attivamente all’azione del vantaggio.
Esposito 7: il suo ingresso, nei fatti, cambia la partita. Vince il contrasto che da il là al contropiede che cambia l’inerzia dell’incontro, azione chiusa dal suo assist per il Toro.
Bisseck 6: usa a dovere le importanti qualità atletiche
Diouf 6,5: rispetto al derby aumenta il minutaggio: il francese da la sensazione di non essere più un corpo estraneo. In confronto a Luis Henrique – l’altro oggetto fin qui misterioso – dimostra di aver coraggio nel provare la giocata. Due indizi non fanno una prova, ma…
Carlos Augusto n.g.
Chivu 6,5: bravo e fortunato. A Pisa due risultati su tre avrebbero aperto la (mini) crisi nerazzurra: la sua Inter – al netto di qualche fisiologico pericolo a risultato bloccato – ha dimostrato pazienza. Azzecca i cambi: se la rosa dell’Inter si è “allargata” parte del merito è anche suo.



