Correva l’anno 1999, stagione disgraziata per i colori nerazzurri. Ottavo posto in campionato e quattro diversi allenatori seduti sulla panchina della Beneamata: da Luigi Simoni – sanguinosamente esonerato dopo una vittoria contro il Real Madrid – al ritorno di Roy Hodgson, passando per il mai rimpianto Mircea Lucescu e il traghettatore Luciano Castellini. In un’annata con pochi picchi e tanti, tantissimi bassi, proprio la prima del tecnico inglese è tra le partite impossibili da dimenticare. Anche a distanza di anni. Era esattamente il 3 maggio: l’Inter sbancò la sponda giallorossa dell’Olimpico di Roma vincendo con un pirotecnico 5-4. Ma andiamo con ordine.
Roma-Inter, correva l’anno 1999
Cercando un po’ sul web si può ancora trovare la sintesi della partita, trasmessa da Stream – piattaforma attiva a cavallo dei due millenni – e commentata da Fabio Caressa (ovviamente ancora senza la sua spalla storica Beppe Bergomi, allora in campo nel vecchio ruolo del libero a dirigere la difesa del Biscione).
La gara si accende all’improvviso: il genio di Roberto Baggio vede un corridoio nella retroguardia capitolina e dal cerchio di centrocampo manda Ronaldo a tu per tu con Konsel. Slalom del Fenomeno e 0-1 servito. È poi ancora il Divin Codino a propiziare il raddoppio. Sugli sviluppi di un angolo Javier Zanetti apre verso il numero dieci che trova in piena area Ivan Zamorano. Il cileno in scivolata svirgola il pallone, ne esce una parabola incredibile che batte per la seconda volta l’estremo difensore romanista. Una leggerezza difensiva permette però a Francesco Totti di presentarsi dal dischetto e di accorciare le distanze. Prima dell’intervallo ancora l’attuale vicepresidente imbecca l’iconico “1+8” che con un preciso pallonetto da posizione defilata fissa il parziale sul 3-1 per gli ospiti.
- Fuochi d’artificio all’Olimpico
Nella ripresa il solito black-out stagionale della difesa nerazzurra permette alla Roma di pervenire al pareggio. Tutto in tre minuti: prima la zuccata di Paulo Sergio, poi – ancora di testa – il classico gol dell’ex, firmato da Marco Delvecchio.
Tutto finito? Neanche per sogno. È solo il dodicesimo del secondo tempo quando un fulmineo contropiede dell’asse Baggio-Zamorano-Ronaldo manda lo stesso brasiliano il porta: 3-4. Punto che verrà nuovamente pareggiato da Eusebio Di Francesco, colpevolmente lasciato solo in mezzo all’area di rigore.
Ancora Baggio, questa volta da “angolo corto” sulla corsia di destra, pennella per la capoccia di Diego Pablo Simeone. Sarà la rete risolutiva della gara, un gol che ricorderà tremendamente quella segnata dall’attuale tecnico dell’Atletico Madrid nella nefasta giornata del 5 maggio 2002.



