Ci sarà da aspettare. Forse più di quanto preventivato. Già nei radar nerazzurri nell’ultimo calciomercato invernale, l’Inter potrebbe fare un tentativo per il centrocampista Curtis Jones del Liverpool nelle prossime settimane. Oppure, come riporta il Corriere dello Sport, in Viale della liberazione potrebbero provare a mettere a terra una strategia totalmente diversa.
La distanza tra domanda e offerta
Mai come in questo caso domanda e offerta sono distanti. I Reds chiedono una cifra vicina ai quaranta milioni di euro (trentacinque milioni di sterline), la prima offerta della Beneamata si è fermata a quota venticinque milioni di euro. Raffreddamento, fase di stallo. Chiamiamola come vogliamo. Al momento le esigenze – esterno destro, due difensori centrali, il secondo portiere ancora da ufficializzare – sono altre.
LEGGI ANCHE Calciomercato, l’Inter è sempre più vicina a Anan Khalaili
Nel mezzo de reparto nevralgico, al momento, c’è invece già molto traffico. Gli intoccabili Nicolò Barella, Hakan Calhanoglu, Petar Sucic e Piotr Zielinski. C’è l’esperienza di Henrikh Mkhitaryan e le forze fresche – tutte da valutare sul campo – di Aleksandar Stankovic (soprattutto) e Yanis Massolin. È ancora virtualmente al suo posto Davide Frattesi, nonostante le valigie in mano. Così come Kristjan Asllani ed Ebenezer Akinsanmiro. Senza dimenticare quell’Andy Diouf che pare essersi trasferito definitivamente sulla destra.
Calciomercato, Inter su Curtis Jones. La situazione
Situazione che potrebbe essere totalmente diversa tra dodici mesi. Ovvero quando – con ogni probabilità – la rosa nerazzurra perderà per scadenza di contratto due pezzi da novanta. Calhanoglu e Mkhitaryan hanno un accordo che terminerà proprio il 30 giugno 2027.
Nella stessa data – a meno di qualche colpo di scena sempre possibile, va detto – Curtis Jones si potrà liberare dal Liverpool. Se dovesse quindi rimanere in maglia reds anche in questa prima parte di 2026/27 da gennaio in avanti sarà libero di firmare per un’altra squadra. L’arrivo a Milano a parametro zero potrebbe essere una nuova – difficile e insidiossima – prospettiva.



