Antonio Conte sarà anche antipatico. Ma di pallone, signore e signori, ne capisce assai. Proprio ieri l’ex cittì della Nazionale azzurra spiegava alla Gazzetta dello Sport come il capitano dell’Inter Lautaro Martinez riuscisse a spostare gli equilibri.
Inter: un Lautaro formato Mondiale
Non solo in Italia. Sì, perchè nella serata di ieri il Toro, con un’incornata delle sue, ha consegnato un bel pacchetto regalo a tutti i tifosi dell’Argentina. Qualcuno dirà che il cioccolatino di Lionel Messi era solamente da depositare in rete: eppure bisogna essere lì, al posto giusto nel momento giusto. E farsi trovare pronti, anche se si hanno pochissimi minuti a disposizione.
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Il numero dieci della Beneamata ci aveva già messo lo zampino. Con l’assist a Enzo Fernandez all’ultimo respiro nella rimontona degli ottavi contro l’Egitto, con la rete della sicurezza al turno successivo – la gara con la Svizzera si è protratta fino ai supplementari.
I numeri del Toro
In questa edizione iridata l’attaccante argentino ha disputato un totale di sette partite (per un effettivo pari al 45% dei minuto giocati). Nelle tre gare del girone eliminatorio e nei sedicesimi di finale è rientrato nella formazione da titolare, mentre dagli ottavi in avanti è subentrato – sempre rivelandosi decisivo – dalla panchina. LM10 ha segnato tre reti e fornito, come detto poche righe sopra un assist.
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L’Albicelesete, dopo quella vittoriosa del 2022 in Qatar, giocherà infatti la sua seconda finale mondiale consecutiva. Per l’Inter, in caso di presenza del suo capitano – una possibilità decisamente probabile, va detto – sarà invece la dodicesima volta di fila. Staccato in tal senso il Bayern Monaco: anche per i tedeschi questa striscia positiva era iniziata nel 1982: allora la fu disputata tra Italia e Germania Ovest.



