Paradossi del pallone. Per una Beneamata che ha provato a vincere tutto con Marko Arnautovic, Joaquin Correa e Mehdi Taremi ce n’è stata un’altra che – nella stagione 1998/99 – ha vissuto un fallimento totale nonostante due tra i giocatori più forti di sempre a formare l’attacco. L’Inter dei quattro allenatori (Luigi Simoni, Mircea Lucescu, Luciano Castellini, Roy Hodgson) poteva permettersi il lusso di schierare la coppia più bella del mondo, ma – forse – anche quella più sfortunata: Ronaldo e Roberto Baggio.
L’Inter di Roberto Baggio
Errori di calciomercato, infortuni, sciagurati esoneri (quello di Gigi Simoni, arrivati per motivi “estetici”). Tutto in quell’annata girò per il verso sbagliato. Il Fenomeno e il Divin Codino – che proprio oggi spegne cinquantanove candeline – tandem che nell’estate del Mondiale francese incendiò i sogni di ogni tifoso interista, ad esempio giocarono insieme – tra campionato, Coppa Italia e Champions League – soltanto in diciassette occasioni. Tanti spezzoni, cinque partite intere e un minutaggio di mille minuti appena.
LEGGI ANCHE Inter, l’Imperatore Adriano: il brasiliano che calciava bombe a mano
Eppure i due campioni furono in grado di segnare pagine che ancora oggi, un po’ romanticamente, ricordiamo. Come i ventidue giri di lancette nei quali il numero dieci dell’Inter Roberto Baggio stese i campioni d’Europa del Real Madrid. O come lo show del rocambolesco 4-5 nell’Olimpico giallorosso.
Un tridente mai visto
Per dinamica di coppia andò ancora peggio nel 1999/00. I nerazzurri con l’acquisto di Christian Vieri composero un attacco atomico. Ma che rimase tale solo sulla carta. Un reparto offensivo per classe, potenza e capacità realizzativa probabilmente mai visto prima in Italia. Ma neanche durante: perché il tridente – per infortuni e scelte tecniche di Marcello Lippi – non giocò mai nemmeno un minuto.
In quella stagione Ronaldo e Baggio – che a fine campionato nello spareggio con il Parma con una doppietta salvò l’ex allenatore della Juventus per poi essere accompagnato alla porta in estate dall’ego del tecnico viareggino – condivisero sul campo solamente trentadue giri di lancette: breve storia della coppia più bella e sfortunata del mondo.



