Mezz’ora di ordinaria follia. Poi la Beneamata – vestita nella discutibile versione “olimpica” – si sveglia. Anche grazie alle scelte del tecnico. Eppure l’ultima della classe ha messo a nudo diverse problematiche della banda allenata da Christian Chivu. Inter-Pisa finisce 6-2: le pagelle della Beneamata.
De Vrij d’esperienza, Luis Henrique paga per tutti
Sommer 4: la frittata sul vantaggio ospite è roba da Mai dire Gol, sul raddoppio pisano Moreo salta indisturbato ma lo svizzero, goffo come non mai, si fa uccellare sul suo palo. Danni alla fine indolori, per nostra fortuna. Se Josep Martinez, acquistato un anno e mezzo fa per essere il titolare del futuro, non è proponibile nemmeno al cospetto di questo Sommer allora il problema dell’Inter è doppio.
Bisseck 6: nel primo tempo con una bella iniziativa si ritrova davanti a Scuffet: il tedesco però ciabatta con il sinistro. Al netto dello spavento iniziale gara tutto sommato tranquilla.
De Vrij 6: gli avanti in maglia bianca impensieriscono il giusto e l’olandese, arrugginito da tanta panchina, riesce comunque a metterci una pezza lavorando d’esperienza.
Bastoni 6,5: rifiorisce quando Chivu alla mezz’ora inserisce Dimarco dalla sua parte. Per il resto poco lavoro dietro.
Luis Henrique 5: nella mezz’ora iniziale non è di certo il peggiore dell’undici interista. Paga – per tutti – gli straordinari delle ultime settimane e i ritardi della dirigenza nel trovare una soluzione nel ruolo di quinto di destra.
Inter-Pisa: le pagelle
Sucic 6: meno scintillante rispetto a martedì sera. L’età è dalla sua parte, deve trovare continuità anche all’interno di una stessa gara.
Zielinski 6,5: si ritrova in mezzo al paniere di uova rovesciato all’undicesimo dal collega con il numero uno sulle spalle. Fatica a riprendersi: lo fa solo dopo al rigore che da il là alla rimonta. Ma è una rete che pesa.
Mkhitaryan 6: nell’azione che porterà allo 0-1 mette in croce Sommer – che oltretutto ci mette del suo. Per il resto combina poco e niente. Però, proprio all’ultimo, finalmente si sblocca: e allora mezzo punto in più per l’armeno.
Carlos Augusto 6: uno dei pochi sufficienti della prima mezz’ora. Spostato a destra si conferma pesce fuor d’acqua. Anche se arriva due volte vicino al bersaglio. L’impegno però c’è e va apprezzato.
Lautaro 6,5: un Toro che sbuffa, sembra non darsi pace. Il punto del 2-2 è un concentrato di voglia e rabbia. Il Capitano suona la carica e i suoi lo seguono. La fascia al braccio è un onore, ma pure un onere: in situazioni come questa fa capire ai critici perché è lui a portarla.
Esposito 7: il resto della squadra lo cerca, soprattutto nei momenti di difficoltà. Il ragazzo fa sportivamente a botte con mezza difesa toscana: la zuccata che prima del riposo vale il 3-2 assomigli ad acqua nel deserto.
I subentrati e (il messaggio di) mister Chivu
Dimarco 8: entra Dimash e l’Inter si ricorda di essere in campo. Due assist e la (bella) rete della sicurezza – insieme ad una propulsione continua – possono bastare: se la Beneamata torna a casa con tre punti in tasca… due e mezzo sono i suoi.
Barella 6: panchinato affinché possa ritrovarsi. Mezz’ora senza squilli.
Thuram 6: vedi Barella, idem con patate… ehm, con assist.
Bonny 6: dieci giri di lancette per trovare una rete buona per le statistiche. Per un attaccante fa sempre morale.
Akanji s.v.
Chivu 6,5: al minuto trentaquattro sul piovoso cielo di San Siro passa un messaggio aereo a lettere cubitali e fosforescenti: “Società, se ci sei, batti un colpo”. A destra, ovviamente. Ha il merito di leggere bene la partita inserendo Dimarco alla mezz’ora. Da quel momento è tutta un’altra storia. Problema portiere, difficoltà sui corner avversari e impressionante numero di palle gol sprecate (nonostante i sei pallini) rimangono però altri problemi ad oggi irrisolti. Ci sarà ancora da lavorare…



