Non sono momenti facili, tutt’altro, quelli che sta vivendo Medhi Taremi nel suo Iran a seguito dell’inizio dei bombardamenti tra Israele e il suo paese. Taremi in questo momento si trova al sicuro, in una residenza che non ha mai lasciato dall’inizio del conflitto. Anche la sua famiglia è al sicuro ma in un luogo diverso rispetto a quello in cui alloggia l’attaccante nerazzurro.
Nelle ultime ore Taremi è riuscito a mettersi in contatto con la squadra, nello specifico con Mattia Tagliacarne, team manager dell’Inter. L’ex attaccante del Porto ha rassicurato i propri compagni con un semplice ma importantissimo “sto bene”.
Sarebbe bastato questo per portare un briciolo di serenità in più nello spogliatoio nerazzurro e invece Taremi non si è fermato. Ha fatto commuovere tutti con un messaggio di incoraggiamento prima della gara contro il Monterrey. Un gesto d’oro da parte di un ragazzo che si trova bloccato con la sua famiglia in un paese bombardato, un ragazzo che in questo momento starà sicuramente pensando a cose più importanti del calcio e del Mondiale per Club. Eppure Taremi ha trovato la lucidità di mandare il messaggio alla squadra dimostrando un attaccamento al club e al gruppo fuori dal comune.
Nel frattempo dagli Stati Uniti, non passa giorno in cui i giocatori, al di là dei messaggi whatsapp, non chiedano alla dirigenza l’evoluzione della situazione. Anche Marotta sta cercando un modo per provare a risolvere la situazione come riporta la Gazzetta dello Sport. “Il presidente Marotta si è adoperato in prima persona per capire, per provare a muoversi. Si è messo in contatto con il ministero degli Esteri e con l’ambasciatrice italiana a Teheran, Paola Amadei. Ma ad oggi non c’è modo di risolvere la situazione. L’unica possibilità, materiale, di lasciare l’Iran sarebbe quella di attraversare la nazione per poi uscirne via terra. Ma è stata la stessa società a sconsigliare l’ex centravanti del Porto: tutto troppo rischioso.“


