Benjamin Pavard si è raccontato a “L’Equipe” in vista della finale di Champions League in programma sabato 31 maggio contro il PSG di Luis Henrique.
In merito alla propria squadra, “Benji” ha dichiarato. “Non siamo una squadra di stelle, ma sappiamo fare tutto insieme, sappiamo soffrire insieme. Se c’è da abbassarsi e difendere, sappiamo farlo. La cosa più importante è non prendere gol. E a volte bisogna sapere arretrare e soffrire per vincere. Il mio all’Inter è un gioco ibrido: a volte mi ritrovo terzino destro, altre volte quinto di centrocampo. Il mister non ci chiede mai di restare fissi in una posizione. L’aspetto fondamentale è mantenere l’equilibrio difensivo. È lì che il mister insiste di più. La tattica qui non è un mito: tutto è studiato al millimetro. Sappiamo cosa fare in ogni fase di gioco, con un pizzico di libertà in più.”
La finale contro il PSG e il rapporto con la Francia. “Se vinceremo sarà la partita perfetta. Io ho giocato quattro anni a Monaco e lì ho vinto tanto. Adesso affronterò una squadra francese ma… non sarò francese! In patria forse mi manca un po’ di riconoscimento ma ho tempo, ho solo 29 anni. In Italia ho sentito davvero l’affetto dei tifosi, del club. È un ambiente in cui mi trovo molto bene. La mia carriera non è finita, e spero che i miei trofei parlino per me”.
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Pavard è l’unico giocatore della rosa dell’Inter ad aver già vinto la Champions League (oltre ad Arnautovic). “Spero di vivere di nuovo lo stesso finale. Quella però era durante il Covid, non il massimo. In più ero infortunato quindi non ho giocato. Ma ho voluto comunque essere presente. Emozioni incredibili. È stato un po’ strano, ma alla fine capisci che non c’è nulla di meglio, a livello di club, che vincere la Champions League.”



