Si avvicina sempre di più Milan-Inter, derby che – in caso di vittoria nerazzurra – avvicinerebbe in maniera importante gli uomini di Cristian Chivu allo scudetto numero ventuno. Proprio sui protagonisti in campo, e in particolare della loro fede da giovanissimi, si è soffermata La Gazzetta dello Sport.
Milan-Inter: Federico Dimarco, nerazzurro da una vita
Come spesso accade in questi casi, la rosea torna sull’infazia nerazzurra di Federico Dimarco. Dimash infatti “È nerazzurro da sempre, anche se non per eredità paterna“. A tre anni è già allo stadio con lo zio e il nonno: “Più piccolo di così, impossibile. La sua storia è nota: i genitori gestiscono un negozio di frutta e verdura a Milano, in zona Porta Romana, e Federico tifa Inter. Anche prima di giocare per l’Inter. La Madonnina è lontana tre chilometri, lo stadio nove. Ci si può quasi andare a piedi. Fede esulta per i gol di Milito, arriva tra i grandi e comincia a girare l’Italia: Ascoli, Empoli, Sion. Quando arriva a Parma, gioca contro l’Inter e segna”. Dispiacendosi pubblicamente. Segni particolari? “Lo stemma di Milano tatuato su un polpaccio vicino al numero trentadue“.
Ange-Yoan Bonny e Matteo Darmian
In molti invece ricorderanno la foto, postata su Instagram dopi il trasferimento in nerazzurra, di un Ange-Yoan Bonny ancora bambino: “È la prima maglia che mia mamma ha comprato quando ho iniziato la scuola calcio. Mi ha convinto a indossarla dicendomi che era della squadra di Eto’o, il mio idolo. Forse era un segnale, chissà“.
Un altro interista da una vita è Matteo Darmian. Eppure il padre “negli anni 80 va pazzo per Antognoni e prova in tutti i modi a trasmettere la fede della Fiorentina al figlio. Missione fallita“. Il soldatino “Tifa Inter fin da bambino, quando passa le giornate negli oratori di Rescaldina, la sua città“. Uno strano percorso – per dirla con il grande tifoso interista Max Pezzali – quello del numero trentasei: “Di paradossale c’è che Darmian cresce nel Milan, dal 2000 al 2009“, debuttando anche tra i grandi. Ricora così l’esperienza rossonera: “Per me il settore giovanile del Milan è stata una scuola di vita, mi ha insegnato a seguire le regole e mi ha dato tanta disciplina, oltre ai valori tattici e tecnici. Sono diventato ragazzo e uomo in quegli anni”.
Milan-Inter, il derby di Francesco Acerbi
Ancora più strana, se vogliamo, la storia di Francesco Acerbi: “Da ragazzino ero uno da Fossa dei Leoni. Partivo da Melegnano con gli amici e andavo a San Siro con la metro: l’ultima partita è stata la semifinale di Champions 2007, Milan-Manchester 3-0“. Nella sua carriera calcistica anche una breve parentesi in forza al Diavolo. Mettiamola così, in questi anni il difensore centrale ha saputo farsi perdonare: ogni riferimento al gol della seconda stella è puramente intenzionale…



