Asterischi, trasferta di Bologna, 27 aprile, il derby che cambia (in negativo) l’annata, uno scudetto gettato al vento. In questa sorta di incubo nerazzurro dove tutto sembra allinearsi in maniera disgraziata proprio come nella stagione 2021/22, nel giro di una settimana il tifoso interista pare caduto in un buco nero dal quale sembra impossibile uscirne. Troppo svuotata mentalmente la squadra, troppo fiacche le gambe dei ragazzi. Eppure se il pallone – nel corso della sua storia più che secolare storia – ci ha insegnato qualcosa, è che possono bastare solamente 90 minuti per ribaltare anche lo stato d’animo più cupo. Quella famosa linea sottile tra fallimento e storia. Ecco, se proprio di corsi e ricorsi storici dobbiamo parlare, in questa lunghissima e snervante attesa della semifinale di Champions League Barcellona-Inter, facciamolo. Ma senza tornare indietro all’irripetibile – almeno per quest’anno – primavera del 2010.
Fermiamoci piuttosto all’autunno 2022. La seconda Inter di Simone Inzaghi ha già giocato otto turni di campionato e – proprio come in queste ore – si trovava in crisi nera. Affondata alla terza e alla quinta giornata da Lazio e Milan, vinse a Lecce (all’ultimo respiro) e in casa contro Spezia, Cremonese e Torino – ancora allo scadere. Poi, a cavallo del turno per le nazionali, l’annunciata crisi: secco 3-1 in quel di Udine (dove il mister alla mezz’ora sostituì in maniera – per così dire – adolescenziale Bastoni e Mkhitaryan, rei di essere ammoniti) e meritato 1-2 a San Siro al cospetto proprio della Roma. Allora furono la magia di Dybala e la zuccata di Smalling a far sorridere i giallorossi. Domenica è bastato il tap-in di Soulé, scaltro a punire la difesa nerazzurra in versione Bella Addormentata… nel prato.
Barcellona-Inter: la storia si ripete?
Era il primo giorno di ottobre. Esattamente settantadue ore dopo sarebbe arrivato a San Siro un certo Barcellona. Ovvero, sulla carta, la classica partita dove – a ben sperare – si sarebbero dovuti limitare i danni. Anche perché un mesetto prima, al cospetto di un’altra grandissima del pallone europeo, l’Inter aveva dimostrato tutti i propri limiti. Con il Bayern Monaco che si presentò a San Siro vincendo in scioltezza, all’inglese.
Ma proprio in quella sera di inizio autunno cambiò la stagione europa dei nerazzurri: il gol di Hakan Calhanoglu fu la scintilla che divampò nel lungo percorso continentale che arrivò fino al 10 giugno 2023. Una settimana più tardi in terra spagnola la Beneamata concesse il bis: Barcellona-Inter finì 3-3 dopo una magistrale prova di Lautaro Martinez e soci. Era il gironcino, nerazzurri avanti, blaugrana retrocessi in Europa League. Qualcuno lo faccia sapere al depressissimo gruppo squadra: la storia può ripetersi anche con declinazioni positive…



