Dalle delusioni del campionato alla possibilità di rifarsi – almeno parzialmente – in Champions League. Questa sera Ajax-Inter aprirà la stagione continentale degli uomini di Cristian Chivu. A proposito del tecnico rumeno: prima di diventare una colonna della Beneamata (ma anche di affermarsi in Italia con la maglia della Roma), l’ex terzino con il caschetto è stato un giovane emergente della compagine di Amsterdam.
L’intuizione di Ronald Koeman
Dotato di un mancino decisamente raffinato per essere un difensore, non ancora ventenne ha già disputato due campionati da titolare nella massima competizione rumena. Proprio tra Csm Resita e Universitatea Craiova si fa notare dagli osservatori olandesi. Nell’estate del 1999 è quindi all’Ajax, dove questo classe 1980 si fa apprezzare per qualità tecniche e caratteriale.
Poi, a solo ventuno anni, il tecnico dei biancorossi Ronald Koeman decide di premiarne l’autorità all’interno dello spogliatoio, promuovendolo nel ruolo di capitano. Chivu guida una squadra nella quale militano diverse future conoscenze della Beneamata (Andy van der Meyde, Zlatan Ibrahimovic, Maxwell) per vincere, nella stagione 2001/02 – prima con la fascia al braccio – Eredivisie e Coppa dei Paesi Bassi.
Ajax-Inter, le squadre di Cristian Chivu
Così nella stagione successiva si aggiungerà alla colonia dei futuri nerazzurri anche Wesley Sneijder. E il già ex, decisamente più anziano rispetto ai colleghi, Aron Winter (per lui un triennio meneghino tra il 1996 e il 1999). Ajax-Inter si giocò anche nel 2002/03, prima fase a gironi della coppa dalle grandi orecchie: ma Cristian Chivu non sarà sul rettangolo verde nella gara dell’Amsterdam ArenA (finità 1-2 grazie alla doppietta di Hernan Crespo e al gol di van der Vaart).
In quell’edizione il Milan si rivelò bestia nera per entrambe le formazioni. Il Diavolo eliminò gli olandesi ai quarti di finale – con una giocata di Filippo Inzaghi all’ultimo respiro – e nel turno successivo i cugini solamente per via della vecchia regola delle reti segnate in trasferta. Ma questa è un’altra storia…



