Sandro Tonali si è raccontato a La Repubblica: l’ex Milan ha svelato i retroscena del no all’Inter e la chiamata con Paolo Maldini
Nell’ultimo anno e mezzo Sandro Tonali è finito al centro dell cronache sportive e non più per la sua vicenda extra-campo che per quanto fatto con la maglia del Newcastle. Prima il trasferimento milionario in Inghilterra, poi la squalifica per le scommesse e il ritorno in campo.
Tonali ha rappresentato l’anima del Milan. Tifa per i rossoneri fin da quando è bambino, ma, nel 2020, prima di andare a Milanello dal Brescia, era stato a un passo dall’Inter. Una squadra che, come dichiarato a La Repubblica, non avrebbe potuto accettare:
Mi è capitato di pensare a quando potevo andare all’Inter. Non l’ho mai accettato: non perché non sia una squadra forte, ma non mi reputavo felice al 100%. Ogni giorno se ne parlava. Sentivo il mio procuratore e i dubbi erano grandi. La montagna che non volevo scavalcare.
Tonali e il no all’Inter: legame con il Milan troppo forte
Sandro Tonali: non potevo accettare l’Inter, il retroscena sulla chiamata di Paolo Maldini
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Decisiva è stata la chiamata di un totem come Paolo Maldini. L’allora dirigente rossonero ha chiamato Tonali, convincendolo a dare la priorità al Milan. O Milan o niente:
La chiamata di Paolo Maldini ha cambiato tutto, mi ha fatto felice e ho detto: “O vado al Milan o resto al Brescia”. Me l’ha trasmesso mio papà, questo legame col Milan.
Svelato anche un retroscena sulla numero 8 che era del suo idolo Rino Gattuso. Prima di scegliere ha chiesto il permesso alla bandiera del Milan:
Facevo colazione con la tazza rossonera di Gattuso e quando si è rotta ho costretto mia mamma a sistemarla pezzettino per pezzettino. Quando il trasferimento si è concretizzato, ho chiesto a Rino il permesso di indossare la sua n° 8.



