Alessio Tacchinardi, ex calciatore della Juventus, ha parlato a TMW Radio del post-Juve-Inter.
TUDOR – “Penso che Igor stia facendo un grande lavoro. Parliamo di un percorso iniziato la scorsa stagione. Quando la squadra aveva poca autostima ed era fragile mentalmente. Quello dell’allenatore è un ruolo difficile: deve essere credibile, in prima linea nel difendere giocatori e pronto a confrontarsi con loro. Penso che Igor abbia fatto un grande lavoro: fa sentire i giocatori forti, uniti, li fa sentire parte di un gruppo solido e forte. Sta facendo dal punto di vista empatico e di gruppo un lavoro straordinario. Non avevo dubbi, perché ha vissuto un gruppo dove si lasciava la vita l’uno per l’altro. La Juve sta rispecchiando quello“.
JUVE IN LOTTA SCUDETTO? – “Non bisogna pensare allo Scudetto oggi, a mio avviso serve fare un passo alla volta. Non che la Juventus non sia pronta, ma dico che è presto per metterla lì perché altre squadre hanno già un’identità chiara. La Juve deve avere umiltà, testa bassa e deve pedalare. Non bisogna semplicemente considerarla, poi i campionati sono lunghi e imprevedibili. Chiaramente la vittoria sull’Inter ha fatto mettere un mattoncino in più per sentirsi carichi“.
ITALIANE IN EUROPA – “Come in campionato la Juve deve viverla in modo ossessionato, ma anche sereno. Ha la squadra anche a livello dinamico di poterci stare benissimo, anche se la Champions è difficile. Ho fiducia, la Juve una squadra solida e può fare una grande Champions. Come la possono fare le altre. Tutti i nostri club sono oggi su un buon livello oggi“.
CASO THURAM – “Penso che si sia parlato tanto di Marcus Thuram. Per come sono fatto io non riuscirei mai a ridere così sul 4-3 per l’avversario, nemmeno con il fratello. Sono partite di grande tensione, ma ognuno la vive come si sente. Per noi è una cosa un po’ forte. Poi abbiamo capito che ha detto: ‘Dai, dì che hai fatto fallo’. Ma personalmente è un gesto che io non avrei potuto fare, perché quando gioco non c’è nessuno per me. Lui vive la partita alla sua maniera come giusto che sia: non bisogna farne un caso, perché in campo è un giocatore straordinario. In campo è un fenomeno e quello è l’importante“.



