Trentacinque presenze stagionali, sette reti (sei in campionato e una in Champions League) e quindici assist – tutti in Serie A. Numeri finora mostruosi per l’esterno mancino dell’Inter Federico Dimarco. Un rendimento che in questi primi mesi del 2026 è stato da top player.
Inter, Federico Dimarco: paragoni importanti
Nel fine settimana, in particolar modo negli studi si Sky Sport, si è parlato del peso specifico di Dimash nel gioco dell’Inter. Sono arrivati paragoni importanti. Secondo Giuseppe Bergomi non dovremmo ridurci a parlare di un difensore. Perchè “È un esterno di fascia. Negli ultimi metri ha una buona corsa, ha gol e assist. La palla da lui esce veloce: aiuta tantissimo gli attaccanti e sui calci piazzati. E’ un ragazzo che l’anno scorso ha sofferto parecchio, perché usciva sempre prima. So quanto lavora e quanto ci tiene. Se si parla di piede, oggi è davanti a tutti nel mondo nel suo ruolo. A me piace il parallelo Dimarco-Brehme. Roberto Carlos era diverso, poi all’Inter è rimasto troppo poco. Se parliamo di storia dell’Inter, dico Brehme”.
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A paragonarlo con l’iconico terzino del Real Madrid e della nazionale brasiliana (nel 1995/96 una stagione in nerazzurro, talento totalmente incompreso dall’allora tecnico Roy Hodgson) era stato infatti nei giorni Fabio Caressa. La storica voce di Sky, pur correggendo il tiro, ha avuto parole al miele per il Made in Inter: “Con Dimarco ho esagerato un po’ e l’ho paragonato, con le dovute proporzioni, a Roberto Carlos. Ma comunque ha dei numeri pazzeschi, nonostante sia considerato un difensore. Anche se ormai è un regista avanzato”.
Le parole di Paolo Di Canio
Anche Paolo Di Canio, che ha una lunga esperienza nel contesto del calcio inglese, si è espresso positivamente: “Difficile trovare uno con le sue caratteristiche. A differenza di altri calciatori, che guardano prima la palla e poi la porta, perdendo magari il centimetro decisivo, lui fa il contrario, assicurandosi il giusto tempo di contatto. non è una caratteristica scontata. Inizia ad avere dei numeri come Alexander-Arnold e Robertson, decisivi nel Liverpool”.



