San Siro, Sala accelera sulla vendita: frecciate a Inter e Milan
Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, spinge per chiudere la cessione di San Siro a Inter e Milan, con una delibera attesa in giunta entro metà settembre. “Non c’è nessuno sconto,” ha ribadito, smentendo voci di agevolazioni. Il valore dell’area, fissato a 197 milioni dall’Agenzia delle Entrate, include la compartecipazione comunale di 36 milioni per spese come lo spostamento dello stadio. Sala ha criticato l’approccio dei club, che vedono San Siro solo come un’opportunità di business, e ha lanciato una frecciatina nostalgica: “Rimpiango presidenti come Moratti,” evocando l’ex patron nerazzurro. La decisione finale spetterà al Consiglio comunale, ma Sala esclude dimissioni in caso di bocciatura. L’obiettivo è evitare che lo stadio resti inutilizzato, un costo insostenibile per il Comune, mentre i club puntano a un nuovo impianto nell’area adiacente.
Il progetto quarto anello
La trattativa si inserisce in un contesto complesso, segnato da tensioni politiche e proteste. La vicesindaca Scavuzzo ha incontrato i consiglieri Pd per chiarire i termini dell’accordo, ma alcuni dem, come Milly Moratti, si oppongono alla demolizione del Meazza, proponendo il progetto “quarto anello” per riqualificare l’area senza abbattere lo stadio. I centri sociali annunciano un corteo con 50 mila persone contro la vendita, temendo una speculazione urbanistica. L’inchiesta della Procura di Milano, che indaga su Sala e sull’urbanistica cittadina, aggiunge pressione. Nonostante ciò, il sindaco tira dritto, sottolineando la trasparenza della valutazione dell’Agenzia delle Entrate. La scadenza per proposte alternative è il 30 aprile 2025, ma Inter e Milan sembrano decise a costruire una nuova arena, lasciando il futuro del Meazza in bilico.
La resistenza dei comitati
La vicenda San Siro riflette il contrasto tra memoria e modernità. Sala difende la cessione come un passo necessario per il bene della città, evitando costi di manutenzione stimati tra 5 e 10 milioni annui per un impianto vuoto. Tuttavia, il richiamo a Moratti, simbolo di un calcio passionale, evidenzia il timore che i club, guidati da fondi stranieri, privilegino il profitto. La protesta della Curva Sud milanista e della Curva Nord nerazzurra, che hanno svuotato le gradinate contro la linea dura dei club, aggiunge un ulteriore strato di tensione. La delibera, attesa in Consiglio dopo la giunta, sarà cruciale. Se approvata, Inter e Milan avranno via libera per il nuovo stadio, ma la resistenza di comitati e tifosi, ispirati anche da Milly Moratti, promette battaglia per salvare la “Scala del Calcio”.



