Napoli 78, Inter 77, centottanta minuti ancora sul cronometro. Se prima (di ieri sera) sarebbe servito un miracolo, da questa mattina ci sarebbe bisogno solamente, si fa per dire, di una “semplice” impresa. Dal game-over, miraggio del ventunesimo tricolore nerazzurro, si è tornati almeno nel campo delle possibilità. Scontato dire che ad ogni modo sarà durissima. Senza andare troppo oltre con l’immaginazione, domenica prossima – bentornata cara, vecchia contemporaneità – la capolista andrà a trovare un Parma che, nonostante tutto, ha ancora mezza salvezza in tasca. Mentre i campioni d’Italia in carica si troveranno davanti a San Siro una Lazio in piena corsa per l’Europa: negli incastri tra una classifica cortissima e la finale di Coppa Italia Milan-Bologna (si assegnerà in posto nella fu Coppa Uefa) i biancocelesti si potrebbero ritrovare tanto in Champions League quanto fuori da tutto.
Per un Napoli a corte di idee, aggrappato alle fiammate dei suoi singoli è tornata quell’Inter capace di far ruotare tutta la rosa senza sentirne il peso del cambiamento. Ieri sera abbiamo visto uno Josep Martinez “da grande squadra” (una sollecitazione, una grande parata) e il reparto difensivo gestire stanchezza e campo pesante senza patema alcuno. Ma anche, nel contesto di un centrocampo sperimentale, la bella (ri)scoperta di Nicola Zalewski mezzala di qualità – bene pure Kristjan Asllani, un po’ meno Piotr Zielinski. Davanti, seppur lontani anni luce dall’essere una coppia, Mehdi Taremi ha cucito il gioco e Joaquin Correa si è dato comunque da fare.
L’Inter e il peso di ogni singolo punto
Tutto fa brodo per l’Inter, ma con sole due partite da giocare la sensazione è che possano contare più il nervo e la testa rispetto a tutta una serie di considerazioni valide sul lungo periodo. E il peso di ogni singolo punto: che sia conquistato, perso o di distanza nella graduatoria. Tornano così alla mente gli ultimi secondi di quel Bologna-Inter o il pressapochismo nell’altra, sanguinosa, trasferta lungo la Via Emilia. Ossia quella del doppio vantaggio dilapidato a Parma.
Ma piangere sul latte versato è sempre inutile. Tanto più adesso: dopo un passaggio difficile, una triplice fragorosa caduta, la Beneamata ha avuto la forza di rialzarsi. Ha fatto la voce grossa in Europa e non ha mollato la presa in Italia, aggrappandosi a uno scudetto che sul finire di aprile sembrava definitivamente perso. Il destino è nella mani del Napoli: riuscirà l’Inter a far valere a proprio favore il peso di ogni singolo punto? Ricorderemo questo mese di maggio come uno dei più avvicenti di sempre.


